In passerella sul Canal Grande
30 Maggio 2020
Nel parco Giovanni Paolo II: via alla riqualificazione dell’impianto di pubblica illuminazione
30 Maggio 2020

Il Lipizzano e il sangue pugliese

Lipizza (in sloveno Lipica) è un piccolo centro a poca distanza da Trieste. Oggi apprezzata località turistica, Lipizza deve la sua fama al fatto d’essere stata sede di un allevamento di cavalli da cui prese origine la celebre razza lipizzana, i cui esemplari si distinguono per il mantello bianco, leggermente chiazzato di grigio. A ragione del portamento legante, l’enorme resistenza, la capacità di apprendimento e la docilità, il cavallo lipizzano è stato il preferito dagli Asburgo per il traino delle carrozze reali, gli spettacoli equestri e l’impiego in guerra. Frutto di un lungo, paziente e appassionato lavoro di selezione, il Lipizzano ha sangue ibrido, a determinare il quale ha contribuito la storia della nostra terra. Nella genealogia (maschile) del Lipizzano, infatti, c’è sangue pugliese, quello di uno stallone morello di origine napoletana chiamato ‘Conversano’ per il fatto d’essere originario della città omonima. Questa razza fu creata dai Conti Acquaviva d’Aragona, allevatori e addestratori talmente capaci da diventare di fatto i fornitori ufficiali della corona napoletana. Il successo del Conversano si spiega col fatto che questo cavallo era lasciato libero di pascolare sulle steppe sassose della Murgia. La buona qualità delle erbe spontanee e la durezza del calcare su cui l’animale si muoveva contribuirono alla definizione di una razza armoniosa e duttile, particolarmente predisposta all’impiego militare. Tale libertà di pascolo rientrava tra i motivi del secolare attrito che divideva i Conti di Conversano e i Duchi di Martina. Essendo il due feudi confinanti, gli sconfinamenti delle mandrie di cavalli conversanesi nel territorio martinese erano all’ordine del giorno. Uno di questi episodi fu forse la goccia che fece traboccare il vaso. Per anni, inutilmente, i maggiori esponenti delle due casate, Giovan Girolamo Acquaviva, il famoso Guercio di Pugliae Francesco I Caracciolo, avevano cercato per vie legali di risolvere un intricato problema giurisdizionale, un garbuglio di rivendicazioni degli usi civici, da cui zuffe, dispetti, vendette, arresti…. Alle morte dei due aristocratici, i rispettivi figli, Cosimo Acquaviva e Petracone V Caracciolo, stufi di quelle lungaggini ed entrambi di natura focosa, pensarono bene di risolvere la faccenda una volta per tutte affidandosi alla legge più antica del mondo : quella del più forte. Sicché si sfidarono a duello. La tenzone si svolse in ‘campo neutro, a Ostuni, il 19 luglio 1665, nello spiazzo antistante la chiesa di Santa Maria degli Angeli, meglio nota come chiesa ‘dei Cappuccini’. Quello che passò alla storia come ‘Il duello di Ostuni’ si chiuse tragicamente con la morte del figlio del Guercio.

Italo Interesse

 

 335 total views,  8 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *