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Il maestro Marco Renzi: “E’ sembrato di tornare alla vita”

Con un concerto, sia pur open space presso l’Oratorio del Redentore, l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari ha ripreso le attività in presenza. Che sensazione ricavare e quale il giudizio del Direttore  artistico, il Maestro Marco Renzi? Il Quotidiano lo ha intervistato.

Maestro Renzi, finalmente siete tornati a contatto col pubblico. Come l’avete presa?

“Una vera gioia, direi persino una liberazione e mi creda che non esagero se dico questo. Ci credo davvero. E’ sembrato di tornare alla vita, il contatto con la gente, con le persone assicura una carica maggiore, infonde entusiasmo”.

Durante la pandemia avete fatto ricorso alla tecnologia e allo streaming, un surrogato. Ma sicuramente non è la stessa cosa. Vero?

“Non possiamo disprezzare l’utilità di questo strumento e le dico che anche così si può fare musica di buona qualità. Tuttavia eseguire davanti al pubblico e con la gente è cosa molto, ma molto diversa. Lei deve vedere come i professori sembrano rinati a vita nuova, hanno ritrovato entusiasmo e gioia”.

Come sarà la nuova stagione?

“La stiamo rimodulando e non abbiamo un calendario stabilito, sicuramente per del tempo ancora suoneremo all’aperto per ovvi motivi, comunque in presenza e questo è già un risultato apprezzabile”.

Avete richieste?

“Molti comuni hanno sollecitato la nostra presenza. Del resto, il compito istituzionale dell’orchestra è portare la musica nei comuni dell’area metropolitana. E’ un modo di fare cultura, perché la musica tale è, strumento di elevazione”.

Qual è il compositore che Renzi predilige?

“Il cuore dice Nino Rota, ovviamente. Per il legame che il Maestro ha avuto con Bari e il suo Conservatorio. In ogni caso prediligo Bach, colonna portante della musica di tutti i tempi. Amo anche il russo Rachmaninov, specie il concerto numero due”.

Suonerete, come talvolta accade, nelle parrocchie?

“Dipende dall’ evolversi della pandemia. Lo abbiamo fatto con piacere a San Carlo Borromeo, ospiti di don Marco Simone e in Cattedrale. Vedremo”.

Bruno Volpe

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