Cultura e Spettacoli

Il massacro di Mogadiscio

Ai primi di gennaio del 1948 una Commissione Quadripartita, cioè composta da rappresentanti di USA, URRS, Gran Bretagna e Francia, cioè le potenze uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale, veniva inviata a Mogadiscio dall’ONU. Scopo della delegazione era verificare l’idoneità dell’ex colonia italiana al passaggio ad una eventuale Amministrazione fiduciaria italiana che dopo un certo numero di anni l’avrebbe condotto la Somalia all’indipendenza. L’arrivo della Commissione fu accolto con entusiasmo dalla maggioranza dei somali. Ciò destò notevole sorpresa sia nell’Autorità militare britannica, che già dal 1941amministrava l’ex colonia italiana, sia dalla Lega dei Giovani Somali, formazione indipendentista ostile al progetto di amministrazione fiduciaria. L’11 gennaio la Lega organizzò una manifestazione di protesta. Intorno alle 11, quando il corteo, dalla periferia da cui s’era mosso ebbe raggiunto il centro di Mogadiscio, la manifestazione, senza apparente motivo, degenerò ed i somali iniziarono ad attaccare la comunità italiana. Le aggressioni, le devastazioni e i saccheggi si protrassero sino al tardo pomeriggio. Il bilancio fu di 54 morti e 55 feriti. Unico luogo ad essere risparmiato fu la Cattedrale, dove trovarono riparo 700 persone. Ci furono 14 morti e 43 feriti anche tra i somali, ma solo fra quelli intervenuti in difesa degli italiani. La Gendarmeria e i militari britannici non intervennero, alcuni agenti della polizia somala furono visti prendere parte alle violenze. L’indomani, gli italiani che nel corso dei disordini avevano perso tutto,  furono internati, per ragioni di sicurezza, in un campo di concentramento. Prima di rimpatriare in Italia dovettero pagare le spese di vitto e alloggio all’amministrazione britannica. A seguito dei fatti, Londra ordinò l’istituzione di una commissione di inchiesta presieduta dal maggiore Flaxman, cui partecipò, a titolo di mero osservatore, il Console italiano a Nairobi, Della Chiesa. Vennero ascoltati più di 100 testimoni italiani che accusarono i comandi militari del Regno Unito di responsabilità dirette ed indirette. Il Rapporto Flaxman non ebbe conseguenze sugli ufficiali e nessuno venne ritenuto responsabile dell’eccidio. Solo nei primi anni 2000 il Rapporto Flaxman, fino a quel momento classificato top secret, venne reso pubblico. Emerse che gli autori della strage erano stati militari e civili che Londra (contraria all’assegnazione dell’amministrazione fiduciaria all’Italia) aveva fatto affluire dalle vicine colonie della Somalia Britannica e del Kenya ed infiltrato tra i manifestanti. Ugualmente, il colpo basso dei Britannici non raggiunse il suo scopo : All’Italia venne assegnata la Somalia in amministrazione fiduciaria sino al 1960.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 12 Gennaio 2022

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