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“Il mattino ha Lory in bocca”, l’arte colora i balconi del rione Madonnella

Travolti da un insolito balconcino, verso l’azzurro mare di fine Agosto… sarebbe proprio il caso di dire quando, passeggiando a naso in su per il rione Madonnella a Bari, ci si imbatte in una insolita esposizione a cielo aperto sui balconi di un appartamento in via Dalmazia. Si tratta della mostra “ Il Mattino ha Lory in bocca”, che si è conclusa domenica 4 Settembre. Un grande successo di pubblico ha caratterizzato il 30 agosto scorso, serata dell’inaugurazione. L’ evento nasce da un’idea del curatore Francesco Paolo Del Re ed è stata allestita sui balconi di un appartamento al primo piano nel quartiere Madonnella, all’angolo tra via Dalmazia e via Spalato, di proprietà dei collezionisti Loredana Savino e Matteo De Napoli. Un esperimento che ha destato molto interesse anche per via di una performance inaugurale del tutto insolita. Natascia Abbattista, Mariantonietta Bagliato, Pierluca Cetera, Marika D’Ernest, Luca De Napoli, Sabino de Nichilo, Antonio Milano, Ezia Mitolo, Stefania Pellegrini, Fabrizio Provinciali, Giuseppe Verga, Claudio Zorzi, gli artisti in mostra:” L’idea è nata dalla volontà di creare un contatto con il passante, e in generale con un pubblico per niente avvezzo all’arte contemporanea, trovando  così una maniera di veicolare un messaggio importante in modo semplice e spontaneo. Addirittura i frequentatori dell’enoteca di sotto si sono messi a commentare le opere esposte.” Afferma Francesco Paolo Del Re, curatore della mostra. Natascia Abbattista ha esposto l’opera “Percoco”, un dipinto realizzato nel 2022 a smalto e solvente su cellophane che, racconta l’artista, “ha un forte legame con il quartiere Madonnella. Franco Percoco è stato, nel 1956, il primo stragista familiare. In un appartamento di via Celentano uccise la madre, il padre e il fratello e i loro cadaveri rimasero parecchi giorni a casa con lui, prima di essere scoperti. Anche se in maniera più ironica, l’eco del dramma familiare accompagna anche la mia performance ‘Perdere l’amore’. È un atto di liberazione da un amore finito, è un atto di lotta contro una visione maschilista del ruolo della donna. Il tutto sulle note della celebre canzone di Massimo Ranieri.” Degna di nota “L’Ozio (Marco)” di Pierluca Cetera, un olio su tela del 2019, già presentato a Bari in una mostra ospitata dalla galleria Museo Nuova Era. “Ho voluto rappresentare – dice Cetera – il momento dell’ozio creativo, un attimo di sospensione del tempo, attraverso una serie di ritratti di persone oziose, di amici che fanno mestieri nei quali è importante la fase della meditazione, che spesso viene scambiata per inoperosità. L’artista si trova quindi sospeso, nella condizione di volare, ma anche di cadere”. L’opera che ha incuriosito di più gli abitanti del quartiere, è stata realizzata da Marika D’Ernest con una federa di cuscino del corredo della nonna. Si tratta dello screen print monotipo con colori da serigrafia intitolato “Paradiso al primo piano”. Spiega l’artista che nasce dall’incontro tra la cultura del tatuaggio, storie popolari e dialoghi interiori sulle questioni di genere. “Un tempo le prostitute erano marchiate in maniera particolare, la loro era una muta tatuata per identificarsi. Alcuni quartieri di Bari, prima della legge Merlin, ospitavano numerose case chiuse. I signori che le frequentavano sapevano che ‘il paradiso era proprio lì, al primo piano’. Una specie di sacra Sindone insomma, che dissacra il corpo”. Presente anche una goffa istallazione luminosa a forma di stella (o qualcosa che le somigli?). Una manipolazione piuttosto banale di concetti ipersfruttati. Opera decisamente ‘fuori luogo’ rispetto al contesto. Strategia di visibilità? Chissà … Fatto sta che anche quest’unico esempio di ‘cattivo gusto’, forse ha avuto un suo senso all’interno del progetto, quindi un plauso in ogni caso alla magnanimità degli organizzatori. Un’idea intelligente ed originale per un esperimento ben riuscito.

Rossella Cea

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