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Il Ministro spedisce i soldi per il Margherita e il Mercato del pesce

Semaforo verde per il restauro del Mercato del pesce e del Teatro Margherita di Bari, finanziati coi progetti approvati dal Ministero dei Beni Culturali e Archeologici per un importo complessivo da 3.800.000 euro: per il recupero del vecchio mercato di piazza del Ferrarese ci sono 1.800.000 euro e il restauro del Teatro Margherita di Bari altri 2 milioni tondi. È questo il contenuto del decreto firmato ieri dal ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. E passiamo subito al recupero del Teatro Margherita, forse il più atteso in Città, per cui il Segretariato Regionale MIBACT Puglia è la stazione appaltante sia dei lavori del Teatro impalato sull’acqua, sia dell’ex immobile del Mercato del Pesce, Segretariato impegnato a rendere percorribile ed utilizzabile, entro un anno preciso e perciò entro dicembre 2018, ogni spazio di questi importanti luoghi della cultura di Bari per offrire alla città spazi idonei per mostre, eventi e spettacoli che sappiano esaltare gli aspetti contemporanei dell’espressione artistica. Come forse pochi ricordano, quattro anni or sono il sindaco Decaro e l’assessore alle Culture Maselli incontrarono a Roma il Ministro dei beni culturali Franceschini proprio per affrontare le questioni riguardanti la ristrutturazione del Margherita e dell’ex mercato del pesce e il futuro del Teatro Petruzzelli. Questioni che, si sa, si trascinavano da tempo tra uffici e saloni del Comune di Bari tra proclami, annunci e promesse non mantenute. Per quanto concerne l’unico teatro a picco sul mare del Mondo, antico pallino dell’ex sindaco Emiliano il quale, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, diede vita all’ultimo ‘coup de teathre’ rivolgendosi direttamente al premier Renzi. “Per consentire la riapertura del Teatro Margherita – scriveva l’ex magistrato a metà giugno 2013 – ho avviato cinque anni fa, mediante la sottoscrizione di un protocollo di intesa, le procedure relative alla acquisizione del bene architettonico mediante un’operazione di permuta, tra Comune di Bari, Agenzia del Demanio e Direzione regionale dei beni culturali, che prevede la cessione da parte del Comune di immobili che consentirebbero il completamento della Cittadella della Cultura (un’area comprendente Biblioteca nazionale e Archivio storico) in cambio della acquisizione del Teatro Margherita e del vecchio edificio del Mercato del pesce”. “Questo iter – ricordava ancora Emiliano all’allora premier- non si e’ ancora completato, nonostante tutte le attivita’ propedeutiche siano state ultimate sia da parte comunale sia da parte dell’Agenzia del Demanio per la definizione delle procedure di permuta, nonche’ il finanziamento degli interventi di riqualificazione degli spazi interni per una somma di dieci milioni di euro”. Poi il suo successore al primo piano di C.so Vittorio Emanuele è tornato all’attacco, ricordando al Ministero di Franceschini che il Teatro Margherita, insieme all’Ex Mercato del Pesce, dovevano diventare un laboratorio mediterraneo del teatro, della danza e delle arti sceniche e visive, una casa da offrire alle realtà produttive cittadine in cui convergano multidisciplinarietà, innovazione e sperimentazione delle arti contemporanee. <<Abbiamo chiesto al Ministro di verificare la definizione delle procedure di permuta degli immobili e la possibilità di finanziare con dieci milioni di euro  gli interventi di riqualificazione degli spazi interni>>, spiegava Decaro una volta tornato a Bari. Ora, finalmente, il cerchio si chiude anche per il Mercato del Pesce: completati, infatti, gli scavi archeologici che hanno interessato l’intero sedime del fabbricato oggetto dell’intervento di restauro in corso e hanno consentito di ottenere importanti informazioni sulla sua storia architettonica. Al piano terra solo una parte della superficie sarà dedicata al mercato mentre la restante diventerà un pezzo integrante del percorso archeologico di Bari sotterranea. L’ edificio ospiterà il polo dell’arte contemporanea in armonia con la città del passato. Al primo piano ci saranno gli spazi espositivi e le gallerie d’arte. Speriamo non ci siano altri intoppi…

 

Francesco De Martino

 

 

 


Pubblicato il 13 Gennaio 2018

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