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Il miraggio delle palestre della salute: dal 2016 sulla carta…

Torna in primo piano alla Regione la pratica sportiva a fini di cura dopo leggi e regolamenti

Quando la salute e l’esercizio fisico salutare diventano miraggi, in Puglia. Ne sembra proprio convinto il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini che, a proposito delle palestre della salute, ha chiesto l’audizione degli assessori competenti. “Servono più palestre della salute e una concreta promozione della pratica sportiva, fondamentale per la prevenzione di diverse patologie, anche per portare risparmi alla spesa sanitaria; per questo ho chiesto di ascoltare in Commissione Sanità, gli assessori Rocco Palese alla Sanità e Raffaele Piemontese a Bilancio e Sport per comprendere quali programmi intendano portare avanti al fine di introdurre l’attività fisica adattata all’interno delle strutture sanitarie pubbliche>>. A questo punto bisogna sapere che queste palestre della Salute sono luoghi pubblici certificati e idonei per lo svolgimento di esercizio fisico strutturato e adattato. Strutture che avendo requisiti stabiliti dalla Regione, sono idonee ad accogliere cittadini con patologie croniche, non trasmissibili e stabilizzate, per lo svolgimento di programmi di esercizio fisico. <<Peccato che, di fatto, non sia mai stato attuato concretamente nulla e le Palestre della Salute siano rimaste quasi esclusivamente sulla carta>>, chiosa Perrini. Che pone l’accento sulla promozione della pratica dell’esercizio fisico come stabilito dalla legge regionale n.14 del 18 maggio 2017 che disciplina il riconoscimento e lo svolgimento dell’Attività Fisica Adattata (AFA), nonché la sua promozione e la tutela del suo esercizio e la messa a disposizione di spazi pubblici. “Queste palestre potrebbero rappresentare anche un’occasione di lavoro per i laureati in Scienze Motorie, fisioterapisti e professionisti del settore che potranno avere uno sbocco professionale qualificante>>, la conclusione del consigliere di Minoranza. Ma già con la passata legislatura l’allora consigliere regionale Mario Conca aveva chiesto di stanziare in bilancio 200mila euro per la valorizzazione dell’attività fisica adattata attraverso le “palestre della salute”, con la giunta che aveva finanche approvato il regolamento per il riconoscimento dell’Attività Fisica Adattata (AFA) e relativi standard organizzativi delle “Palestre Etiche”. Più e più volte Conca aveva sollecitato il Presidente/Assessore alla Sanità dell’epoca Michele Emiliano e l’assessore Piemontese, ma senza raggiungere risultati concreti, evidentemente. Era il 2016 e alla legge regionale di sette anni fa ne è seguita una seconda e poi due regolamenti, ma dopo tutti questo tempo, in Puglia non c’è neanche una palestra per l’attività fisica adattata. << A luglio 2022 ho incontrato alcuni ragazzi del CISM -Comitato Italiano Scienze Motorie – che volevano approfondire lo stato dell’arte della mia legge istitutiva di quelle palestre e diedi loro le coordinate per sollecitare il dipartimento di salute della Regione affinché si potesse giungere alla costituzione d’un tavolo tecnico, per concretizzare il tutto. Più attività fisica e meno farmaci, questo era il motto che evidentemente infastidiva e forse ancora infastidisce qualcuno>>, rammenta infine Conca. Dunque, ancora in lista d’attesa la sperimentazione per introdurre l’attività fisica come strumento di prevenzione di patologie e supporto per pazienti diabetici, ipertesi, obesi o con patologie croniche che, indossando la tuta, potrebbero diminuire l’utilizzo dei farmaci, sempre sotto stretto controllo medico.

Francesco De Martino


Pubblicato il 7 Dicembre 2023

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