Cultura e Spettacoli

Il Museo del Sottosuolo

I suoi ultimi collaboratori lo ricordano con affetto e ammirazione : il naturalista ultraottantenne sì muoveva con entusiasmo ed energie insospettate tra le asprezze delle gravi del tarantino che stava studiando.  Nato a Pola il 1902, Pietro Parenzan, insegnò Biologia  Marina a Napoli dal 1930 al 1966. Poi si trasferì in Puglia, da dove non si sarebbe più spostato. Morì nel 1992 a Taranto, che gli ha dedicato una strada. In Puglia Parenzan condusse un’intensa attività di studioso, pubblicista e divulgatore, attività testimoniata da centinaia di articoli e da decine di pubblicazioni, di cui la più importante e voluminosa , ‘Puglia marittima’ contiene la descrizione delle biocenosi marine costiere di tutta la regione, frutto di oltre duecento dragaggi effettuati nel corso di una ventina d’anni. Pietro Parenzan, inoltre, lasciò il segno anche dando vita, nel 1967, alla Stazione di Biologia Marina di Porto Cesareo e, nel 1973, al Museo del Sottosuolo, inizialmente ospitato a Taranto e in seguito trasferito a Latiano. Occupiamoci di quest’ultima raccolta, prima nel suo genere in Italia e caratterizzata da una mole di rari reperti del mondo sotterraneo. Per i primi vent’anni di vita Il Museo del Sottosuolo occupò gli spazi di una struttura in legno ubicata nella villa del Peripato a Taranto. Dopo la scomparsa di Parenzan, la direzione di questa raccolta venne affidata al più fidato collaboratore di Parenzan, Michele Camassa, biologo e ricercatore nel campo della speleobiologia. Nel 1993 Camassa e la moglie – Paola Di Turo, un’altra biologa – trasferirono l’ingente patrimonio museale a Latiano. Attualmente il Museo del Sottosuolo è gestito dai volontari dell’associazione I.S.Bio.S. (Istituto Sperimentale di Biologia del Sottosuolo ‘Pietro Parenzan’), presieduta da Tiziano Fattizzo vicedirettore dello stesso museo. L’esposizione è stata momentaneamente spostata nel palazzo Imperiali (piazza Umberto I),  in attesa di ritornare nella vecchia struttura, Palazzo dei Musei, un’antica struttura già convento di Santa Margherita retto dall’Ordine dei monaci Domenicani e sita in via Santa Margherita 91, dove sono in corso opere di ristrutturazione, restauro e restyling. L’ingresso è libero. Apertura : lunedì 17-20; martedì a richiesta, mercoledì 17-20; giovedì a richiesta, venerdì 17-20; sabato a richiesta, domenica a richiesta (tel : 0831727871 – 0831729465). La raccolta è suddivisa in quattro sezioni : Biologia del sottosuolo (specie animali e vegetali del sottosuolo), Geologia (petrologia, mineralogia, vulcanologia e speleologia), Paleontologia generale (animale e vegetale) e Paleontologia umana (paletnologia e paleoantropologia). Sono in preparazione anche ulteriori sezioni che riguardano altri settori come l’architettura sotterranea e le risorse del sottosuolo.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 28 Febbraio 2019

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