Il ‘Nation’ ebbe parole desolanti per la Puglia
A differenza di oggi, all’inizio del Novecento la nostra bella terra non godeva grande stima oltre i confini nazionali

Chi non conosce la Puglia, oggi ? Anche all’altro capo del mondo è riconosciuto il valore del nostro patrimonio ambientale, culturale, storico e gastronomico. Ma in passato ? Per avere un’idea della misura in cui la nostra terra era considerata un centinaio d’anni fa è utile retrocedere ai giorni della guerra italo-turca. L’8 luglio 1912, dopo quasi un mese di operazioni, le truppe italiane sconfiggevano quelle turche in terra libica e, occupata Miserata, gettavano le basi della vittoria. Una vittoria sudatissima. Soprattutto bagnata di sangue. Il peggio era stato toccato il 23 ottobre, quando gli ottomani, le milizie arabe loro alleate e la popolazione locale avevano attaccato all’improvviso Sciara el Sciatt, uno dei caposaldi del perimetro difensivo italiano di Tripoli. I prigionieri della 4ª e 5ª compagnia dell’XI Bersaglieri furono concentrati nel cimitero di Rebab e massacrati (quasi trecento morti). Un corrispondente francese del Matin così descriveva le sevizie subite dai bersaglieri: «… si sono tagliati loro i piedi, strappate le mani, poi sono stati crocefissi. Un bersagliere ha la bocca strappata sino alle orecchie, un altro ha il naso segato in piccoli tratti, un terzo ha infine le palpebre cucite con spago da sacco… ». Analogo resoconto fu fatto dal giornalista italo-argentino Enzo D’Armesano, inviato sul posto per conto del quotidiano argentino La Prensa: “Erano crocifissi, impalati, squartati, decapitati, accecati, evirati, sconciamente tatuati e con le membra squarciate, tagliuzzate, strappate!” La reazione del Regio esercito, che non si fece attendere, si rivelò così cruenta nei confronti della popolazione civile (imprecisato il numero dei morti, ma certamente non inferiore al migliaio) da essere condannata dalla stampa straniera. Particolarmente duri furono i giornali britannici liberali. Il Nation in un commento scrisse: “Una nazione che enumera la Calabria e la Puglia fra le sue province, non ha bisogno di andare all’estero per una missione civilizzatrice. L’Italia ha l’Africa in casa.” Parole che si commentano da sole. Strano però che il Nation ‘assolvesse’ Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata e Molise, terre altrettanto rappresentative dell’arretratezza e della povertà in cui era precipitato il nostro Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia. In questa penosa vicenda la Puglia entrò anche una seconda volta : Il gran numero di prigionieri (soprattutto civili libici) fatti dopo la sanguinosa rappresaglia di Sciara el Sciatt pose l’Autorità italiana in grave difficoltà. Che fare di tanta gente ? Si decise di deportarli alle Tremiti, dove già esisteva un campo di prigionia, in grado però di accogliere fino a 400 unità. Ne giunsero circa 1300, mentre altri prigionieri furono destinati ad altre località.
Italo Interesse
Pubblicato il 8 Luglio 2025



