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Il neo assessore all’Agricoltura Pentassuglia: “Se servirà ai pugliesi, resterò barricadiero”

Il neo-nominato assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia del Pd, si è dichiarato “molto lusingato perché la nomina è di fatto il primo e unico decreto firmato dal Presidente dopo la sua rielezione”. Lo stesso Pentassuglia, intervistato mentre era in viaggio, ha pure annunciato le sue prime mosse da neo titolare della delega all’Agricoltura pugliese, facendo sapere che oggi, 14 ottobre, farà il suo debutto nella sede degli Uffici regionali all’Agricoltura, sul lungomare barese Nazario Sauro, che è stata sanificata dopo un sospetto caso di infezione da Coronavirus che però si è poi rivelato negativo. In precedenza, appena nominato assessore, Pentassuglia ha lavorato a distanza con la struttura, ma da oggi si immergerà nel lavoro in presenza. Il primo assessore della nuova giunta Emiliano, che al momento però, essendo anche consigliere uscente riconfermato – come abbia già riferito nel nostro precedente servizio di sabato scorso – è entrato a far parte del vecchio esecutivo di Emiliano, che dal luglio del 2019, dopo le dimissioni irrevocabili dell’ormai quasi ex- consigliere foggiano Leonardo Di Gioia, non aveva più uno specifico assessore all’Agricoltura. Pentassuglia nella legislatura appena conclusa, da consigliere regionale Dem, è stato presidente della Commissione consiliare permanente alle Attività produttive e, quindi, anche all’Agricoltura. Ruolo in cui spesso è stato da pungolo per il governatore pugliese, soprattutto dopo che quest’ultimo aveva tenuto per sé anche le deleghe alla Agricoltura, oltre che – come è noto – quella alla Sanità, dopo l’addio definitivo alla giunta del Di Gioia. Pentassuglia, con la sua recente elezione, è al suo quarto mandato consecutivo da consigliere  regionale ed in precedenza, alla fine del secondo governatorato di Nichi Vendola, è stato per un breve periodo (luglio 2014 – luglio 2015) assessore alla Sanità, subentrando alla ex collega di consiglio Elena Gentile, che – come si ricorderà – lasciò la Regione, perché a fine maggio del 2014 era stata eletta al Parlamento europeo. Nel corso della legislatura regionale ormai alle spalle Pentassuglia partecipò, assieme ad altri colleghi del Pd e del Misto, a fondare l’associazione “C’Entra il futuro”, che in diverse occasioni ha espresso posizioni critiche all’operato del governatore Emiliano e della vecchia Giunta regionale ancora in vita e di cui, da venerdì scorso, fa parte lo stesso Pentassuglia, in attesa di essere riconfermato nella nuova, che il riconfermato governatore ha annunciato di voler emanare non appena saranno proclamati ufficialmente dalla Corte d’Appello gli eletti del 20 e 21 settembre scorsi e che – sempre secondo quando già comunicato da Emiliano – dovrebbe essere all’insegna della perfetta (o quasi) parità di genere. Ai tempi di Matteo Renzi premier e segretario del Pd, Pentassuglia era considerato uno dei 4 o 5 consiglieri regionali pugliesi del Pd di area renziana, che Emiliano – come si ricorderà – aveva lasciato fuori dall’area dell’esecutivo regionale, nonostante la consistente rappresentanza all’interno del gruppo consigliare regionale del Pd. Situazione, quest’ultima, che aveva visto Pentassuglia più volte critico nei confronti del governatore insieme agli altri colleghi consiglieri Dem all’epoca renziani. Poi Renzi, nel settembre del 2019, ha – come è noto – abbandonato il Pd per fondare il partito di “Italia Viva”, ma Pentassuglia e tutti i suoi colleghi della ex corrente renziana del Pd pugliese sono rimasti fedeli al partito di Nicola Zingaretti. Ed ora che succederà, quindi, dell’animo “barricadiero” di Pentassuglia con la sua cooptazione in Giunta da parte di Emiliano? “Il mio animo barricadiero è venuto fuori ogni volta che serviva e non cambio” – ha assicurato nell’intervista il neo assessore tarantino”, spiegando che “l’esito delle urne è stato una grande soddisfazione”, perché “non era scontata la vittoria” e “occuparsi dei temi vicini alle persone ha avuto un ruolo importante nelle scelte degli elettori nelle ultime Regionali”. “Ho sempre lavorato – ha affermato inoltre Pentassuglia – per un impegno preso con chi mi ha votato, non per le poltrone”. Quasi agli sgoccioli della scorsa legislatura, il nome del consigliere Dem ionico circolava già come potenziale assessore al ramo agricolo. Indiscrezioni a cui il diretto interessato ha risposto sempre con un elegante silenzio. Anche se, in verità, i nomi circolati per succedere a Di Gioia erano stati più di uno, ma a quanto pare nessuno di essi è stato nominato da Emiliano prima del voto perché, secondo indiscrezioni, nessuno si era dichiarato disponibile ad assumere l’incarico per un fine mandato di un Dipartimento finito nella bufera, a seguito della Xylella, dei Consorzi di bonifica e dei tanti ricorsi ai bandi del Psr. Ora, però, da venerdì scorso la nomina di Pentassuglia a nuovo assessore all’Agricoltura è ufficiale e la sua agenda di lavoro è già carica di impegni. Già oggi parteciperà alla riunione di tutti gli assessori regionali all’Agricoltura. Giovedì incontrerà le associazioni agricole e venerdì a Taranto dovrà incontrare i protagonisti della filiera agroalimentare locale, per provare a capire come usare porto e aeroporto di Grottaglie per abbattere i costi e creare beneficio ambientale. Restano tre i “bubboni” che il neo primo assessore del nuovo corso di Emiliano dovrà “gradualmente” affrontare e sono ovviamente la Xylella, il Piano di sviluppo rurale e i Consorzi di bonifica. “Non c’è una cosa che va fatta per prima rispetto alle altre – ha affermato Pentassuglia – sono dossier a cui dare risposte”. Il claim resta uno solo: fare squadra. “La Puglia – per il neo assessore all’Agricoltura –  è una grande regione, con mille opportunità e altrettante complessità”. Infatti, ha concluso Pentassuglia, “chiederò a tutti di darmi una mano”. Difatti, per lui, “La domanda è: che possiamo fare tutti insieme?” E la risposta che lui stesso si da: “Non ho la bacchetta magica e solo con un lavoro di squadra possono essere raggiunti ottimi risultati”.Quindi, siccome siamo nel settore agricolo, l’auspicio non può essere che le sue premesse “Se sono effettivamente rose, quanto prima dovrebbero fiorire”.

 

Giuseppe Palella

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