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Il noir che fa riflettere sul mondo dei giovani e i pericoli di internet

“Nel Fedro di Platone, Socrate diceva che la scrittura era una minaccia per la cultura, perché a un libro non si possono fare domande. A Socrate mancava Internet.” Scriveva Luciano De Crescenzo. Ma quali pericoli si possono nascondere dietro ad un sistema ormai consolidato nell’epoca moderna, di cui tutti possiamo fare uso? Ce ne parla la scrittrice salernitana Letizia Vicidomini, in un romanzo dalle sfumature noir molto interessante ‘La ragazzina ragno’ (ed. Mursia), che ha presentato a Bari, domenica 27 novembre. Una storia ambientata a Napoli che porta alla luce le dinamiche nascoste di una società apparentemente gestibile, ma carica di turbolenze nascoste. Una giovane vittima, un commissario in pensione, e una donna alla ricerca di una verità difficile da raggiungere e combattere. La Vicidomini ha pubblicato diversi libri di successo tra cui ‘ La poltrona di seta rossa’, ‘ Lei era nessuno’ e ‘Il segreto di Lazzaro’, ottenendo numerosi riconoscimenti come Garfagnana in giallo e Giallo Garda. La storia parla dell’universo nascosto di una ragazzina che gestisce un gioco troppo grande per lei, e per questo viene uccisa. Tra i personaggi un ragazzo muto, che però ascolta e vede ciò che accade intorno a lui e questo potrebbe costargli molto, una famiglia disgregata di individui soli, compressi nel proprio piccolo mondo di minuscoli piaceri, una donna che si rivolgerà a un anziano commissario in pensione, affinché insieme possano giungere a svelare il mistero di una morte ingiusta. Come una moderna David Lynch al femminile, la Vicidomini si interroga sui problemi della realtà dei giorni nostri e, attraverso i suoi personaggi, indaga su quel tanto da capire sul mondo dei giovani e sulle ragnatele di cui spesso sono vittime, facendosi portavoce di segnali d’ allarme nascosti su cui bisognerebbe porre molta attenzione: ” I miei personaggi e le loro storie sono ispirati alla vita reale, perché penso che lo scrittore sia  come una sorta di spugna,  ciò che osserviamo durante la nostra esperienza di vita viene poi trasposto in letteratura, e anche se inventato, poi ne conserva i profumi e i colori. Ho amato sempre il genere noir, poiché ritengo che tramite la suspense si possa poi arrivare a coinvolgere il lettore su tematiche importanti. Sono tante le sfaccettature e le implicazioni di questa storia, provo a lanciare un sassolino nel mare affinché qualcosa cambi, affinché si possa riuscire in qualche modo ad arginare il grosso problema che i ragazzi più giovani affrontano quando vengono a contatto con la realtà di internet, dove coesistono purtroppo infinite situazioni dai risvolti torbidi e pericolosi. Dalle varie dinamiche di perversione, prostituzione e sfruttamento minorile, all’incapacità di reagire ad una società che fa dell’omologazione e dei modelli irraggiungibili prestabiliti la sua parola d’ordine.” Spiega l’autrice. Ospite della serata di presentazione  anche l’avv. Tiziana Cecere, Presidente dell’Associazione Fermi con le mani, che da anni porta avanti la sua battaglia contro il crimine e la violenza su donne e minori:” Spesso la cosa più difficile è riuscire a far comprendere ai più giovani che quei valori di integrità morale e di rispetto verso se stessi e valorizzazione della propria personalità individuale possono essere raggiunti solo tramite un percorso fatto di amore, autostima e distacco da un uso improprio di internet. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre anche l’attenzione dei genitori, che dovrebbero aiutarli in questo processo complesso. Quello che cerchiamo di fare è aiutare i più deboli in questo percorso di consapevolezza, e quando ci riusciamo, per noi è una grande gioia.” L’evento è stato realizzato presso la sede di Autori di Stile di Antonia Titti Marchitelli, nota hairstylist pugliese e imprenditrice, dedita alla realizzazione di eventi culturali di successo e spessore all’interno del suo salone:” Promuovere i valori della bellezza in ogni sua sfaccettatura è la mia missione, sono sempre felice di dare spazio ad eventi in cui si possano affrontare tematiche anche di forte attualità. Credo sia molto importante avere un luogo d’incontro dove si possano scambiare idee e opinioni di questo tipo, e sono sempre più consapevole del fatto che l’arte abbia un ruolo importante in un processo formativo, e che possa avere un valore fortemente terapeutico riguardo alle varie situazioni di disagio che tutti noi viviamo nella nostra società attuale”.

Rossella Cea

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