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“Il nostro giudizio su governo regionale e comunale è negativo”

Domani, domenica 12 settembre si svolgerà a Bari il Congresso Provinciale di Rifondazione Comunista, in preparazione del Congresso Nazionale, a Chianciano a ottobre. Sarà l’occasione per una discussione pubblica sui problemi sociali, ambientali e culturali, nell’ottica della costruzione di un’alternativa possibile, anzi necessaria, che parta dai territori e dalle comunità locali. I lavori antimeridiani inizieranno alle dieci con la relazione del coordinamento uscente e gli interventi degli ospiti. Del futuro e degli obiettivi primari del partito della Rifondazione Comunista ne parliamo con Sabino De Razza, già consigliere comunale e segretario cittadino Prc.

 

Che alleanze farà Prc a livello di imminenti elezioni amministrative, si presenta con un proprio simbolo o farà alleanze?

 

<<Lavoriamo alla costruzione di un campo largo di forze anti-liberiste e anti-capitaliste, che parta da un programma per noi basilare, ovvero il rilancio del settore pubblico e la riconversione ecologica del sistema produttivo. Chiamiamo a raccolta tutte le forze politiche e sociali, i movimenti e le lotte a difesa del lavoro e dei beni comuni per un programma di alternativa e autonomo, dove possibile, dagli schieramenti attuali>>.

Bene, alla Regione Puglia e al Comune di Bari da quasi vent’anni governa indisturbato il centro/sinistra, ma non pare che Rifondazione Comunista sia entusiasta di queste giunte: è così?

<<Il nostro giudizio rispetto al governo regionale e all’amministrazione del comune di Bari è nettamente negativo. In Regione i disastri si notano su molteplici settori: dalla scellerata gestione regionale della sanità alle scelte in campo scolastico, specie nel corso della pandemia, con la scelta “fai da te” che ha portato lontano dalla scuola per quasi 2 anni migliaia di studenti e acuito la piaga della dispersione e dell’abbandono; in Regione governa un partito trasversale che ha ripristinato i vitalizi e i privilegi con il consenso di un Consiglio privo di una reale opposizione e un Presidente “governatore” che  sostiene un sindaco fascista, esprime elogi al capo della Lega e nomina esponenti storici della destra in ruoli strategici. La città di Bari è occupata dal cemento e assediata dai centri commerciali che hanno desertificato il piccolo commercio, segno di una mancanza di visione alternativa e di una subalternità a poteri economici e alle mire di piccoli potentati e portatori di voti, al di fuori di processi decisionali democratici e partecipativi, come il caso della chiusura di scuole storiche della città, come la Carlo Del Prete>>.

 

Allora, quali le vostre posizioni su temi caldi, a livello locale, come lavoro, scuola e tutela della salute? E su quali altri temi ci si confronterà in Congresso domani?

<<La pandemia ha ulteriormente chiarito, come se non fosse abbastanza evidente, che i pilastri fondamentali della Repubblica non si possono e non si devono svendere al privato. Scuola, università, trasporti, sanità, infrastrutture devono tornare nelle mani del pubblico, che deve gestirli in modo trasparente, sperimentando modalità di partecipazione democratica che mettano al centro l’interesse della comunità e delle persone, non il profitto. La crisi sanitaria ed economica sta producendo un drammatico aumento della povertà e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Siamo al fianco delle vertenze contro i licenziamenti, per un impiego delle risorse del PNRR a favore delle politiche del lavoro, non a tutto vantaggio delle imprese e della “finzione” ecologica. Siamo per la riduzione dell’orario di lavoro e a favore del reddito minimo europeo e per l’investimento di fondi pubblici nel sociale e nei territori più deprivati. Per la Scuola, riteniamo che la vera riforma sia l’eliminazione delle classi pollaio, l’assunzione del personale necessario, l’estensione del tempo pieno e dell’obbligo scolastico. La pandemia, con il numero spropositato di morti, ha dimostrato il disastro provocato dal regionalismo spinto a vantaggio degli interessi privati e degli investimenti più redditizi. È necessario investire nella sanità pubblica, nella prevenzione e nella medicina di prossimità. Siamo per l’eliminazione dei brevetti sui vaccini. Naturalmente non si possono dimenticare le questioni internazionali, le politiche di accoglienza e il taglio delle spese e delle servitù militari. Siamo per la salvaguardia dell’unità del Paese e l’uguaglianza dei diritti: per questo avversiamo il progetto di Autonomia differenziata, efficacemente denominata “secessione dei ricchi. La difesa della Costituzione nata dalla Resistenza è la bussola che orienta il nostro agire>>.

Tornando a livello locale, è da prendere in considerazione l’idea di un’opposizione forte contro chi rincorre le sirene delle destre alla Regione o propone di abbattere alberi secolari, calpestando il Piano Regolatore per costruire il nuovo palagiustizia, al Comune di Bari?

<<La costruzione di una credibile e reale alternativa non può che partire dall’opposizione. Lavoreremo per una stagione di lotte operaie, sociali, ambientali contro il governo Draghi e contro le scelte dei governi e delle amministrazioni locali, dall’urbanistica alle politiche del territorio, in sintonia con i movimenti ambientalisti.

Lavoriamo, da comuniste e comunisti, per la costruzione di una sinistra che progetta il futuro senza rinnegare le proprie fondamenta: le radici e le ali>>.

Francesco De Martino

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