Cultura e Spettacoli

Il numero del tesoro segreto

Il rinvenimento di beni archeologici durante recenti lavori di risanamento e manutenzione della rete idrica di Taranto ha rilanciato un interrogativo appassionante : Quanti tesori in Puglia sono ancora sotterrati? Proviamo a fare un calcolo rapportando questa incognita (y) al numero delle cose già portate alla luce. Questo numero (x), definito per i reperti musealizzati, non lo è per quelli rinvenuti illegalmente. Ora, tra i primi e i secondi ci sembra ragionevole ipotizzare un rapporto di 1:100 (per semplicità omettiamo di conteggiare la quantità di cose andate distrutte per colpa delle ruspa o della fretta e dell’imperizia sia dei tombaroli che di operai interessati a non vedere bloccato il cantiere per intervento della Soprintendenza ; quantità stimabile nella misura di un pezzo su due). Domandiamoci ora se i tesori dissotterrati superano, eguagliano o non raggiungono i tesori ancora sotterrati. Partiamo dall’idea che non si può essere sicuri che nei circa sessanta siti archeologici pugliesi sia stato scoperto tutto. Gli scavi di Egnazia (la nostra maggiore miniera) si interrompono bruscamente, delimitati da una strada che limita la ricerca in modo innaturale, trascurando la possibilità di dimore patrizie al di fuori dell’abitato (chi poteva, anche allora preferiva la quiete della campagna al chiasso e alla confusione dell’insediamento). Molto spesso le ricerche si spingono fin dove lo consentono i finanziamenti. Stando così le cose anche le varie Herdonia, Arpi, Salapia, Azetium, Valesio, Cerina, Rudiae, Vereto non hanno detto (e dato) tutto. C’è poi da considerare che gli antichi trovavano comodo erigere al disopra delle macerie di precedenti costruzioni. Chissà allora cos’altro si cela sotto quel poco che si è potuto riportare alla luce. Vogliamo azzardare che le città del passato pre-ellenico e tardo romano conservano ancora un terzo dei tesori finora disseppelliti? Così fosse, si arriva alla nostra y, pari a circa 33x. Ciò significa che ogni qual volta in un museo ammiriamo un’anfora, un cratere, un vaso, una moneta, un elmo o un monile dovremmo considerare che da qualche parte del mondo esistono altre 33 anfore da scoprire (mentre cento crateri appartengono a collezioni fuori Legge e un altro vaso è finito in discarica polverizzato da un piccone). Una quantità da capogiro poiché il numero di reperti musealizzati in Puglia assomma a oltre un milione (per ogni pezzo esposto, altri due pezzi dormono in magazzino per ragioni di spazio o di pregio inferiore). Che fare, dolerci della difficoltà di mettere le mani su questi altri tesori? Per certi versi è meglio che restino dove sono. Mancano i soldi per ampliare i locali, per pagare i custodi, i sistemi di controllo, i direttori, i restauratori…. Problemi inconcepibili per i tombaroli.

Italo Interesse


Pubblicato il 1 Luglio 2017

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