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Il parelio: la gran finta del sole

Gli antichi erano molto sensibili ai ‘segni’ grandi e piccoli che venivano dalla natura o dal quotidiano più spicciolo. I grandi segni hanno spalancato le porte alla divinazione ; dai segni piccoli ha preso vita la superstizione. Restando alla divinazione, da tempo immemorabile l’uomo studia come conoscere il futuro interrogando numeri, acqua, cristalli, fiamme, lettere, venti, nubi… soprattutto gli astri. Quest’ultima inclinazione ha fatto dell’uomo un gran curioso delle stelle, dei pianeti e del loro moto. Il fenomeno più studiato è sempre stato quello dell’allineamento. Quanta ansia in passato e quante fosche previsioni allora che la luna nascondeva il sole. Ma non meno stupore destava il fenomeno opposto, ovvero il sole che invece di scomparire, si raddoppia, si triplica… Il parelio è un fenomeno ottico non proprio raro che però sfugge alla vista poiché per scorgerlo bisogna guardare nella direzione del sole. Esso è determinato dalla presenza all’interno dei cirri (nuvole dall’aspetto filamentoso e disposte in strette bande) di micro cristalli di ghiaccio di forma esagonale i quali, in particolari condizioni e fungendo da prismi, possono rifrangere la luce del sole in più direzioni, sì da far credere all’osservatore di essere in presenza di due o tre soli. Lucio Anneo Seneca (Cordova 4 a.C – Roma 65 d.C.), nel primo libro delle Naturales Quaestiones così si interrogava : “Come chiamarli? Immagini del sole? Gli storici li chiamano soli e raccontano che sono comparsi due o tre alla volta. I Greci li definiscono parhelia poiché li si vede generalmente in prossimità del Sole o poiché si caratterizzano per una qualche somiglianza con il sole. In effetti essi non riproducono tutte le caratteristiche del sole, ma la sua grandezza e la sua forma; del resto, deboli ed evanescenti, non hanno niente del suo calore né della sua grandezza.” In Puglia i pareli non sono infrequenti. I più recenti hanno avuto luogo l’anno scorso nei cieli di Fasano e Galatina, rispettivamente il 10 aprile e il 17 maggio. In precedenza, il 16 gennaio 2014, la presenza di due soli nel cielo di Casarano aveva messo a rumore quel centro abitato prima che l’esame di una foto del fenomeno da parte dei responsabili del Parco Astronomico San Lorenzo di Ruffano mettesse tutto in chiaro : Né Ufo, né manifestazioni celesti, solo un tutto sommato, comune parelio. – Nell’immagine, un parelio fotografato da Stefano Tiozzo nei pressi del villaggio di Karigasniemi, al confine tra  Finlandia e Norvegia ; si noti il fenomeno collaterale dell’arcobaleno (termine improprio) che avvolge il sole mettendo in collegamento i suoi due opposti riflessi.

Italo Interesse

 

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