Cultura e Spettacoli

Il pennello di Raffaele Armenise, vanto di Bari

I quattro affreschi di cui era ornata la gigantesca cupola semisferica del Politeama recavano la firma di un pittore barese

C’è qualcosa che manca alla bellezza del ‘nuovo’ Petruzzelli, un vuoto assimilabile all’ultimo tassello mancante di un puzzle o di un mosaico: I quattro affreschi di cui era ornata la gigantesca cupola semisferica che sovrasta la platea. Andarono distrutti durante il rogo del 27 ottobre 1991 e non più ripristinati per ragioni tecniche. Le quattro pitture riproducevano altrettante scene: “Il carro di Tespi”, “La corsa romana”, “Il torneo medievale” e “La corrida”. A dipingerle era stato un pittore barese, Raffaele Armenise che nacque a Bari il 20 marzo 1852. Vinta una borsa di studio di sessanta lire mensili, Armenise andò a formarsi a Napoli, dove all’Istituto di Belle Arti fu allievo di Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Federico Maldarelli. Aperto un suo atelier a Capodimonte, riscosse rapido successo dipingendo ‘Il Maresciallo d’Ancre’, ‘l’Usurario ebreo’ (Banco di Napoli), ‘Il Vaticano’ (Società delle Belle Arti di Genova), ‘Lo scotto troppo caro’, ‘La prova del veleno’, ‘I libertini’ (tela esposta a Torino nel 1880). Dopo essere tornato a Bari per dipingere come già detto il soffitto del Petruzzelli (ed anche il sipario), nel 1881 Armenise si trasferì a Milano dove sposò la figlia dell’oleografo Borsino e della pittrice Leopoldina Zanetti. Del lungo periodo lombardo (che si protrasse sino alla morte avvenuta a Malgrate, vicino Lecco, il 14 gennaio 1925, sono : ‘La visita allo zio cardinale’ (Museo Revoltella di Trieste), ‘La famiglia del cieco’, ‘L’infanzia’ (Museo Mitchell di New Orleans), ‘La pesca e la Fede’ (Museo di San Gallo), ‘L’alchimista’, ‘L’affogato’ (Museo di Buenos Aires), il ritratto di Giuseppe Verdi, ‘Gli zingari’, ‘L’onore dell’ospite’, ‘Un ricco battesimo’ (che gli valse la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione), ‘Madonna col bambino benedicente’ (l’opera sua più apprezzata in assoluto) e una quantità di oleografie fornite allo stabilimento del suocero. Tante commissioni gli procurarono una certa agiatezza, tali da permettergli intorno al 1890 di costruire una sontuosa abitazione sul vecchio porto lacustre di Malgrate che divenne sua definitiva residenza e atelier ; lo stesso edificio è oggi noto come Palazzo Ciribelli. Raffaele Armenise, infine, si distinse anche come illustratore di libri e riviste d’epoca e come autore di incisioni su rame e litografie. Molte sue opere si trovano in collezioni private e musei, tra i quali il Museo Revoltella a Trieste, la Galleria Mitchell di New Orleans, il Kunstmuseum St. Gallen a San Gallo, il Museo di Buenos Aires e la Pinacoteca metropolitana di Bari. Tornando ai perduti affreschi del Petruzzelli, poco noto è che il pittore barese venne aiutato nell’impresa da altro e ben più giovane collega (25 anni di differenza) conosciuto durante il soggiorno partenopeo, Giuseppe Aprea. L’apprendistato sotto Armenise giovò molto ad Aprea, che più avanti si sarebbe distinto a livello nazionale anche come grafico, illustratore e accademico. – Nell’immagine, Raffaele Armenise : ‘Esame di un quadro nello studio di un pittore’ ; collocazione ignota.

 

Italo Interesse


Pubblicato il 11 Luglio 2024

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