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Il piccolo-grande rapace forse sverna da noi

 

Esiste una specie di rapace la cui presenza nei cieli di Puglia era un tempo attribuita al caso, peraltro raro, di esemplari allontanatisi dalle normali direttrici di migrazione. Ma la frequenza con cui il fenomeno si sta ripetendo fa credere che si vada affermando una nuova rotta mediterranea, quella che, puntando alla valle del Nilo, fa della Puglia peninsulare l’ultimo lembo di terra a disposizione di una rara specie di uccello migratore prima del grande volo trans-mediterraneo. Stiamo parlando dell’aquila minore, detta pure anatraia minore, Clanga pomarina, aquila pennata o Hieraaetus pennatus (in riferimento alle zampe completamente piumate o ‘calzate’). Questa specie nidifica in quasi tutta la penisola iberica, in buona parte dell’area balcanica e in alcune aree del medioriente e dell’Asia centrale. Ma casi di riproduzione, a partire dalla seconda decade del Novecento, si segnalano anche in Italia : a Pantelleria e in provincia di Grosseto. Inoltre, forse per ragioni legate al cambiamento climatico e quindi ai venti, alcuni esemplari cominciano a svernare, anziché in Africa, nel bacino del Mediterraneo. Segnalazioni vengono dalla Sicilia. Svernano anche in Puglia? L’aquila pugliese, chiamiamola così, non è proprio un colosso (è poco più grande di una poiana), tuttavia presenta dimensioni di tutto rispetto : 42-50 cm. di lunghezza e 113-134 cm. di apertura alare ; il peso oscilla fra i 555 e i 965 grammi. Poiché predilige habitat con zone boschive non troppo fitte, durante la sosta primaverile nidifica volentieri nel Salento. Non è difficile individuarla, anche quando è nascosta tra il fogliame, giacché tende a emettere richiami frequenti, tant’è che i tedeschi la chiamano ‘Schreiadler’, ovvero aquila urlatrice. In volo si distingue per il fatto che le penne delle ali si presentano distanziate le une dalle altre quasi fossero dita. E si distingue anche quando va a caccia di altri volatili. In questo caso caccia in coppia, adottando un’astuta strategia : Una delle due aquile, veleggia in alto descrivendo lenti, larghi cerchi. Più in basso il compagno o la compagna volteggia in volo ‘battuto’, caratterizzato da colpi profondi e decisi con l’ala piuttosto morbida, tenuta leggermente piegata in basso, e con la coda aperta. Compito della seconda aquila è intimorire le prede per farle alzare in volo. Diventa allora uno spettacolo vedere la prima aquila raccogliersi a goccia e con le zampe protese in avanti e gli artigli allargati piombare sulla preda a velocità vertiginosa. L’aquila minore caccia anche dai posatoi, cioè lasciandosi andare dal ramo sul quale si sostiene. Prede preferite : piccoli roditori, anfibi, rettili. La sua dieta non disdegna gli insetti.

Italo Interesse

 

 

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