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Il presidente del Consiglio arriva a Bari e snobba Emiliano, ma c’è chi non ci crede

I rapporti tra il segretario nazionale del Pd, nonché presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ed il segretario del Pd pugliese, nonché candidato alla presidenza della Regione, Michele Emiliano, non saranno di certo idilliaci, visto che il capo del Governo in transito da Bari non si è soffermato neppure per una breve conferenza stampa a sostegno nella campagna elettorale in corso del candidato governatore del suo partito. Infatti, stamattina (ndr – ieri mattina per chi legge) l’aereo di Stato su cui viaggiava il premier Renzi è atterrato all’aeroporto di Bari Palese, da dove il leader del Pd ha proseguito poi il suo viaggio in elicottero, per fare tappa allo stabilimento Fca di Melfi, in Basilicata, nel quale lo attendevano i vertici del colosso automobilistico italo-americano, l’ad Sergio Marchionne ed il presidente del gruppo John Elkann, insieme ai lavoratori, per una visita lampo allo stabilimento fiore all’occhiello della Fiat-Chrysler ed in cui si produce la Jeep Renegade e la nuova 500X. Renzi, quando ha saputo dello scalo tecnico a Bari, ha subito chiamato il Primo cittadino barese Antonio Decaro, che lo ha raggiunto in aeroporto per un saluto istituzionale ed un breve incontro materializzatosi sul piazzale antistante la vecchia aerostazione. Un incontro durato poco più di una decina di minuti in tutto, durante i quali il premier e il sindaco di Bari si sono pure avvicinati a salutare Prefetto e Questore, ma che evidentemente avranno anche parlato della campagna elettorale regionale in corso. Infatti, dopo l’approccio con un abbraccio, la prima domanda di Renzi a Decaro è stata: “Come va la campagna elettorale?” E la risposta lapidaria del sindaco: “Bene, qui vinciamo”. Però, il grande assente all’incontro con il premier era sicuramente il protagonista della campagna elettorale pugliese del centrosinistra, vale a dire il candidato alla guida della Regione, Emiliano per l’appunto. Un’assenza che non è passata certamente inosservata e sottosilenzio, considerato che la venuta (sia pur di passaggio) di Renzi in Puglia è capitata a meno di 48 ore dalla chiusura della campagna elettorale regionale e, quindi, ad appena tre giorni dal voto di domenica prossima. A gettare acqua sul fuoco delle polemiche e dei sospetti per l’assenza di Emiliano all’incontro con Renzi è lo stesso sindaco Decaro che sulla questione glissa, limitandosi a dire: “Era uno scalo tecnico, pensavo di andare con Michele, ma era a Lecce per impegni elettorali, non gli ho neanche chiesto di spostarsi per un incontro di dieci minuti”. In realtà, a questa versione dei fatti probabilmente ci credono davvero in pochi tra gli addetti ai lavori, poiché a detta di qualcuno Emiliano non è stato neppure invitato a salutare il premier in aeroporto a causa delle note ed accentuate frizioni che si sono ultimamente create tra il segretario del Pd pugliese ed il leader nazionale del partito su alcuni importati questioni, come la riforma della scuola, l’approdo della Tap ed altre tematiche riguardanti le scelte del governo Renzi per il Mezzogiorno e, in particolare, per la Puglia. Però, non tutti pensano che l’apparente atteggiamento di “gelo” politico tra il premier e il candidato governatore del centrosinistra pugliese sia effettivo. Infatti, l’apparente distacco riservato da Renzi e da altri esponenti del suo governo alla campagna elettorale di Emiliano potrebbe essere anche frutto di una predeterminata strategia elettorale, per tentare di contenere la possibile emorragia di consensi che il centrosinistra e, in particolare, il Pd potrebbe riportare in Puglia a causa di talune scelte del governo Renzi assai contestate, come le innanzi accennate. Ad ipotizzare quest’ultima tesi è stato qualche giorno fa il governatore pugliese uscente Nichi Vendola, che, a proposito dell’assenza di Renzi a sostenere Emiliano, ha lasciato intendere che il disertare la campagna elettorale in Puglia da parte del premier potrebbe essere una decisione strategica concordata con lo stesso Emiliano, al fine di farlo apparire effettivamente come un contestatore delle decisioni governative non condivise a larga maggioranza dai pugliesi. Ma ancora più esplicito sulla stessa questione è il candidato di centrodestra fittiano, Francesco Schittulli, che con una nota ha commentato l’assenza del segretario del Pd pugliese all’incontro in aeroporto con Renzi. “Ma siete sicuri che Matteo Renzi snobba Michele Emiliano?” si chiede l’oncologo, che afferma: “E’ solo una pantomima!” Infatti, il candidato presidente fittiano nella nota dichiara: “Stiamo assistendo ad un ridicolo gioco delle parti, architettato per aggirare i pugliesi e convincerli che Emiliano davvero non centra nulla con Matteo Renzi. Anzi che i due si sono addirittura evitati questa mattina quando il premier ha fatto tappa a Bari prima di andare a Melfi”. E, continuando, commenta:  “La tragi-commedia messa in scena, che si gioca sulla pelle dei pugliesi, doveva servire a raggiungere un doppio scopo: dimostrare ai pugliesi che è vero che tra i due non scorre buon sangue così da convincere coloro che sono del Pd, ma non condividono la politica del Governo centrale a votare compatto Emiliano: insomma, intercettare quei voti di chi prende le distanze dalle impopolari politiche di Renzi che riguardano l’Ilva, Tap, La Buona scuola, Xylella, i mancati fondi per i dissesti idrogeologici del Gargano e la famigerata Imu agricola”. Se fossero vere le ipotesi di Vendola e Schittulli, allora i pugliesi sarebbero davvero di fronte ad un altro gioco delle tre carte organizzato per fini elettorali. E per chi conosce bene il modo di far politica del candidato presidente del centrosinistra non sarebbe di certo una novità. Lo si vedrà dopo le regionali.

 

   Giuseppe Palella


Pubblicato il 29 Maggio 2015

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