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Il primo giorno di Leccese come successore di Decaro

Alla cerimonia di proclamazione presenti anche il governatore pugliese, Michele Emiliano, e l'ex rivale di centrosinistra, Michele Laforgia, a cui il neo Primo cittadino vorrebbe affidare la carica di presidente dell'aula "Dalfino"

Da ieri Bari ha formalmente il successore di Antonio Decaro alla guida del Comune. Infatti, Vito Leccese, che al recente ballottaggio ha ottenuto oltre il 70% dei voti battendo il candidato del centrodestra, Fabio Romito, è stato proclamato ufficialmente sindaco di Bari, succedendo – come è noto – a Decaro, che è stato alla guida del capoluogo pugliese negli ultimi dieci anni. Nell’aula “Dalfino” gremita di pubblico, tra semplici cittadini e tanti esponenti politici comunali di centrosinistra, è stato proprio Decaro a trasferirgli la fascia tricolore, simbolo dell’investitura a nuova guida di Palazzo di città.  Tra i presenti alla cerimonia di proclamazione anche il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che nel 2014 – come si ricorderà – era stato a passare a Decaro il “testimone” a sindaco, in veste di predecessore. In occasione della proclamazione di Leccese, il Primo cittadino uscente, Decaro, ha affermato: “È stato bello e importante lavorare per mia città. Questa fascia tricolore che ho cercato di onorare ogni giorno in questi dieci anni mi ha reso un uomo migliore e per questo devo ringraziare tutti i cittadini baresi che in questi anni mi hanno accompagnato e mi hanno insegnato a fare il sindaco. Voglio cogliere questa occasione per ringraziare tutte le persone che hanno lavorato insieme a me. Tutti i dipendenti comunali che hanno permesso a questa città di crescere e di migliorare. Insieme abbiamo fatto un lavoro straordinario e sappiate che gran parte è merito vostro. Sono stato onorato di lavorare con voi. Oggi è tempo di andare. E io sono pronto a farlo sapendo di lasciare la città in ottime mani”. Per poi aggiungere: “Lo dico a te Vito, e lo dico ai miei concittadini so di stare consegnando questa fascia ad una brava persona. Un uomo per bene, che ama Bari e i baresi. Vito, so che tu sari un ottimo sindaco, perché io per primo da te ho imparato tante cose. So che saprai accompagnare la città in un nuovo percorso che saprei interpretare con le qualità che tutti ti riconoscono e che la città ha imparato ad apprezzare in questi mesi”. Quindi, rivolgendosi al neo-sindaco Leccese, ha concluso Decaro: “Per quanto mi riguarda, non potevo lasciare questa fascia in mani migliori, le tue. Buon lavoro sindaco, ora è tempo anche per te di andare”. Poi entrambi, visibilmente emozionati, si sono abbracciati tra gli applausi scoscianti dei tanti cittadini presenti alla cerimonia. Dopo, il neo “fasciato” a sindaco, ha detto: “Ringrazio il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per essere qui”, ricordando di aver condiviso 20 anni fa le stesse emozioni ed aver dato all’epoca “corpo e sostanza alla primavera pugliese”. Leccese, inoltre, ha aggiunto: “grazie a te, Antonio, per quello che hai lasciato in questa città, per quello che mi hai trasmesso, ho avuto la fortuna di starti accanto e di osservarti, di carpire i segreti di quello che hai sempre detto essere il mestiere più bello del mondo. E ho guardato i tanti cittadini che grazie a te sono diventati una vera e propria comunità coesa e solidale e soprattutto orgogliosa di essere barese e dei sentimenti di questa comunità mi faccio oggi umile portavoce”. Mentre sull’ispezione ministeriale, tuttora in corso, sugli atti del Comune di Bari e disposta dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, dopo gli oltre 130 arresti per voto di scambio politico mafioso alle elezioni comunali del 2019, Leccese ha dichiarato: “Non abbiamo paura, sappiamo di poter dare tutta la collaborazione dell’intera Amministrazione comunale, per analizzare ciò che è successo”, perché “siamo noi i primi a pretendere che sulla nostra amministrazione non ci siano ombre. Lo faremo da servitori dello Stato perché la fedeltà alla Repubblica sono i valori rappresentati da questa fascia che portiamo sul cuore”. Nel corso della sua proclamazione, Leccese ha anche detto: “Bari non è né di centrodestra né di centrosinistra, Bari è dei baresi e tutti meritano il nostro impegno e i nostri sforzi, è questo l’impegno che coltiverò ogni giorno e che chiederò a tutti di condividere. Voglio essere sì il sindaco di tutti, ma soprattutto il sindaco di qualcuno, di chi ancora non si sente parte di questa comunità, dei cittadini che si sentono trascurati, che hanno meno opportunità degli altri, di chi si sente ai margini per provare a rimetterli al centro con i fatti, non a parole”. In fine, il successore di Decaro ha evidenziato: “Bari ha bisogno di tutti noi, dove ci sono fratture praticheremo l’arte del rammendo. I conflitti non si possono sempre evitare, ma se li si affronta con lealtà possono generale il risultato virtuoso della sintesi che è un momento di crescita. Ho chiesto ai cittadini di consegnare i loro sogni promettendo che me ne sarei preso cura”. Perciò, ha concluso Leccese, “oggi è tempo di dare forma a quei sogni, il tempo di una città sincera che riconosca le proprie debolezze, di essere orgogliosi della nostra storia e di essere pronti a scriverne una nuova. Insomma è il nostro tempo. Il nostro viaggio è appena cominciato”.Quanto al rapporto con le opposizioni, Leccese ha sottolineato di essere “pronto a ricostruire un rapporto corretto nonostante i toni a volte spiacevoli che si sono registrati in campagna elettorale, soprattutto a qualche giorno dal voto”. Però, questo è un altro capitolo ancora tutto da scrivere. Il neo sindaco di Bari, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di proclamazione, con riferimento all’ex rivale di centrosinistra, Michele Laforgia, anch’egli presente alla cerimonia, ha dichiarato: “Sono contento perché Michele Laforgia era qui con noi. Abbiamo avviato già prima dello svolgimento del ballottaggio una collaborazione intensa sulle opzioni programmatiche. Se lui riterrà che la postazione della presidenza del Consiglio comunale possa essere in qualche modo da lui ricoperta. Per me sarebbe un grandissimo onore, perché è una figura autorevole, di grande competenza”. “È lo scranno più alto del Consiglio comunale – ha commentato, poi, Leccese – dà la possibilità di fare politica. Quindi avremmo l’organo di indirizzo con una presidenza autorevole e l’organo esecutivo con un sindaco che è stato eletto con 74mila voti”.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 10 Luglio 2024

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