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Il Principe senza età

Una delle maggiori difficoltà che s’incontrano nella messa in scena de Il Piccolo Principe sta nel fatto che Saint-Expéry lascia nel vago la figura del protagonista : “una straordinaria personcina”, un “ometto”, “.. niente di lui mi dava l’impressione di un bambino sperduto nel deserto…”. In compenso, discreto illustratore, l’autore francese si cimenta in un ritratto (“molto meno affascinante del modello”). Il risultato, davvero suggestivo, fa pensare ad un bimbo tra i cinque e i sei anni. Ed ecco il punto : un piccolo in scena… E’ una vera sfortuna che i bambini funzionino più al cinema (purché ben diretti) che in teatro. E di enfant-prodige che sappiano scansare la trappola del lezioso ne vengono fuori un paio al secolo. Per aggirare l’ostacolo, allora, serve farsi venire un’idea, ricorrere ad un escamotage. Abbiamo visto piccoli principi interpretati da attori di taglia minuscola, oppure sostituiti da ombre, marionette, voci fuori campo…  Domenica scorsa il capolavoro di Saint-Exupéry era in cartellone al Nuovo Abeliano in una produzione Teatro Bertolt Brecht / Centro RAT – Teatro dell’Acquario. Questa volta il protagonista non è un bambino, bensì un giovanissimo adulto, un tipo simpatico, snello, dai tratti delicati, che non fa nulla per mascherare gli anni che effettivamente ha. Tale scoperta franchezza, accompagnata dal candore dei toni e persino del gesto, svela un’altra dimensione anagrafica (o una non-dimensione, se vogliamo) e dà buoni frutti. Perché qui la rappresentazione del piccolo principe fa pensare davvero all’ideale di Saint-Exupéry : l’uomo senza età che resta vergine nello spirito (e strizza l’occhio sia al fanciullino del Pascoli che a Peter Pan, celebre disertore dell’età adulta). La trovata resta la cosa migliore di un allestimento decoroso, benché avaro di acuti. Altre cose carine come il triangolo rosso piantato tra la sabbia a segnalazione di un aereo in panne nel deserto, la palla-asteroide o la gestualità coreutica del protagonista restituiscono colore e calore ad un lavoro talora rigido, talaltra non abbastanza caldo. Per fortuna maschere e pupazzi funzionano sempre (che spasso in platea quando in scena è il momento, prima del lampionaio, poi della volpe). – Prossimo appuntamento per la rassegna ‘A teatro con mamma e papà’, domenica 1° dicembre con ‘La fantastica storia dell’Orlando furioso’ (Teatro Bertold Brecht). – Più vicino lo spettacolo di apertura della rassegna Actor, fissato per sabato 9 e domenica 10 novembre. In cartellone : ‘Apologia di Socrate’ con Enrico Loverso. La regia e l’adattamento dall’omonima opera di Platone sono di Alessandra Pizzi ; produzione Ergo Sum.

Italo Interesse

 

 

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