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Il prodigio della notte dell’Ascensione

Nello specchio d’acqua compreso le due penisolette naturali su cui sorgono il Fortino e il Circolo Barion anticamente approdavano i vascelli. Era quello il primo porto di Bari. A volerne dragare il fondo verrebbero fuori duemila anni di storia fra relitti, ancore, oggetti e avanzi di merci. E’ possibile che in mezzo a tutto questo trovi posto anche una meteorite. Il sospetto nasce da una “cronaca veneta di autore ignoto” cui fa cenno Vito Melchiorre. Nella suddetta cronaca si legge che la notte dell’Ascensione del 1002 – il 5 aprile – una sentinella era di vedetta in cima a una torre del monastero di San Benedetto (di quel fabbricato rimangono solo alcuni ambienti sotterranei, oggi  sottostanti la chiesa di San Michele Arcangelo). All’epoca dei fatti felicemente affacciato sul porto, quel monastero consentiva di sorvegliare il porto. Ebbene, quella vedetta era al suo posto quando vide cadere nelle acque portuali “un meteorite”. A usare il termine ‘meteorite’ è Melchiorre, il quale non riporta il testo originale, nel quale presumibilmente si parla di una striscia di fuoco scesa dal cielo con la velocità di una freccia e spentasi in acqua con un gran tonfo. Insomma, un ‘prodigio’. Se dell’episodio arriva a occuparsene un cronista veneto, è segno che il rapporto della sentinella fece scalpore. Qualcuno l’indomani s’immerse per indagare sull’origine del prodigio ? Un macigno di una tonnellata non sarebbe passato inosservato. Dunque, se meteorite fu, dovette trattarsi di poca roba, non più che un grosso sasso. La storia esclude la Puglia dal novero delle aree colpite da meteoriti. L’impatto più vicino avvenne a Fermo, il 25 settembre 1996 ; il piccolo corpo celeste, del peso di 10,2 kg è conservato nel Museo Popolare di Villa Vitali. In passato in Italia si sono registrati impatti anche più consistenti. La meteorite più voluminosa – 200 kg – ha anche un nome, ‘Alfianello’, dalla località in provincia di Brescia dove venne rinvenuta nel 1883. L’unica meteorite caduta in Italia del cui impatto sia rimasta traccia in una cronaca è quella di Orvinio (Rieti). Da una relazione di Stanislao Ferrari dell’Osservatorio Pontificio : “ Il fenomeno qui fu veramente sorprendente, ed atterrò molti contadini che si ritrovavano nella campagna, e qualcuno rimase privo de’ sensi per qualche tempo, per i sassi infocati che cadevano vicino, e che prendevano per folgori a ciel sereno“. Altre testimonianze in proposito parlano di una meteora che, dopo essersi accesa diventando grande quasi come la luna piena, sparì lasciando una nube allungata. Pochi minuti dopo la gente intendeva una violenta detonazione seguita dai altre detonazioni minori.

 

Italo Interesse

 

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