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Il prof. Aldo Loiodice: “Il green pass? Incostituzionale”

“Il green pass? Incostituzionale”: lo dice al Quotidiano il costituzionalista docente alla Facoltà Aldo Moro di Bari, professor Aldo Loiodice.

Professor Loiodice, partiamo dal green pass. Risponde ai principi della Costituzione italiana?

“Assolutamente no. E’ contrario a vari articoli e principi del nostro ordinamento, penso all’art. 3 sulla uguaglianza dei cittadini, a quello di riunione, all’art. 21, perchè oggi in virtù di un sistema autoritario chiunque osi mettere in discussione il verbo medico è bloccato sui social, gli articoli sulla libertà di impresa e lavoro. Ricordo che siamo una Repubblica che si fonda sul lavoro, artt. 4 e 35. Spiacevolmente vi è una normativa europea che prevale su quella nazionale che permette il green pass. Tocca eventualmente alla Corte Costituzionale nel corso di un giudizio sollevato far dichiarare l’illegittimità del green pass. Aggiungo che è stato invertito in modo arbitrario l’onere della prova. Cioè è lo Stato che deve provare la mia situazione di difetto e non il contrario”.

Dopo gli incidenti di Roma si è parlato di ricostituzione del partito fascista, corriamo questo rischio?

“Qui bisogna essere seri e precisi. La violenza va condannata senza se e ma, e non è un diritto, non esiste e non è giustificabile un diritto a farsi giustizia da soli. Tuttavia, non è ragionevole parlare, per quanto accaduto a Roma, di ricostituzione del partito fascista, ci vogliono ben altre evidenze”.

Cioè?

“Una organizzazione, degli iscritti, un programma, una rete capillare, armi, fondi. Trenta delinquenti o qualche fanatico nostalgico e folkloristico non possono farci parlare di ricostituzione del partito fascista, siamo seri.  Visto il tribunale della storia dovremmo chiedere lo scioglimento dei partiti che si ispirano al comunismo e preso atto degli atti terroristici di chi si ispira all’Islam non moderato?”.

Che cosa sta accadendo in Italia?

“Torno sui fatti di Roma. Premetto, le violenze non sono ammissibili. Tuttavia lo stolto guarda al dito e non alla luna. Da tempo nel Paese cova malcontento dopo due anni di autoritarismo sanitario basato su norme  restrittive ed incostituzionali, sullo stato di emergenza prolungato all’ infinito mentre in altre nazioni è stato revocato da tempo, tanta gente si è impoverita e si è sentita abbandonata persino dal sindacato, vi è esasperazione. Va detto che chi non è d’accordo col sistema è emarginato, sia politicamente che socialmente. Un modo di essere paragonabile agli untori manzoniani”.

Bruno Volpe

 

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