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Il professor Paolo Crepet: “Non dare telefoni di ultima generazione ai bambini e i genitori siano più presenti”

Non dare telefoni di ultima generazione nelle mani dei bambini e i genitori siano più presenti. Ecco le indicazioni del professor Paolo Crepet per evitare o prevenire giochi estremi on line dalle tragiche conseguenze come forse accaduto a Bari con un bambino di nove anni.

Professor Crepet. Pare ormai quasi accertato che la causa della morte di un bambino di nove anni a Bari sia stata causata da un gioco estremo on line. Che fare?

“Prima di tutto i genitori siano maggiormente presenti. Ora parlo per linee generali e non me la sento di censurare nessuno, per carità. Il discorso vale per tutti. Però se il bambino partecipava a questi giochi estremi è evidente che almeno una sottovalutazione del rischio vi è stata da parte dei genitori”.

Colpa dei genitori dunque?

“Non parlo di colpa, però siamo almeno nella negligenza. Capisco che a volte sia la mamma che il papà vanno a lavorare e non possono stare vicini al bambino sempre, la fascia oraria maggiormente complicata è il primo pomeriggio. Tuttavia ricordo che esistono congegni per bloccare siti pericolosi e comunque i genitori potrebbero verificare su quali siti vanno i figli. Insomma, invoco una maggiore presenza. Dal canto loro i nonni non hanno la preparazione tecnica digitale per verificare”.

Non sarebbe più semplice negare telefoni di ultima generazione ai bambini?

“Lo dico da sempre, io non li darei. Solo che i genitori temono che diventino complessati. Spesso padri e madri non sanno dire o non vogliono dire dei no che diventano salutari”.

I bambini che vedono questi siti presentano patologie o sintomi?

“Solo nei casi più gravi. Però un genitore partecipe e attento si rende conto che ad esempio i sonni sono turbati o che si manifestano idee strane o vi è scarsa concentrazione”

Pandemia, ci lascerà problemi di testa?

“Intanto la pandemia non è finita e penso che ce la porteremo appresso per un altro po’ di tempo. Ritengo di sì, è aumentato il consumo di antidepressivi e benzodiazepine come di alcol solitario, cioè quello che le persone consumano da sole e non al pasto, del 200 per cento. Non sono in grado di dire quali disturbi, ma certamente già ci sono, penso alle depressioni o all’aggressività e insonnia”.

Bruno Volpe

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