Cronaca

Il quartiere di Carbonara campione di rilevamento

“Povertà in attesa”, si chiama in questo modo il rapporto Caritas 2018 illustrato all’ istituto scolastico Calamandrei di Carbonara. E’ il tradizionale report che ogni anno la Caritas redige sulla povertà in Italia e le relative politiche di contrasto. Ma perchè la presentazione proprio a Carbonara e in una scuola pubblica? Perchè la Caritas nazionale ha scelto, tra i tre campioni di studio, proprio il rione barese Carbonara assieme ad uno di Roma e un altro di Bologna. E’ invece stata scelta una scuola pubblica per sottolineare il legame con la società civile e le relative istituzioni. Ne abbiamo parlato col diacono dottor Tommaso Cozzi, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi Bari- Bitonto che ha partecipato alla presentazione.

Diacono Cozzi, che cosa emerge dal rapporto?

“Emerge un’analisi molto articolata e complessa sullo stato di povertà nazionale e ovviamente anche di Bari. La novità è che questa volta la Caritas, quale campione di rilevamento, ha scelto Carbonara di Bari assieme ad altre due realtà nazionali, Bologna e Roma. Per questa ragione lo abbiamo presentato a Carbonara. Il quadro complessivo che ne viene fuori è abbastanza preoccupante”.

Si legge che i minori in stato di povertà assoluta sono un milione e 208 mila, il 12 per cento..

“Una cosa inaccettabile che deve essere corretta. Ma vi è di più. Fra i fattori che causano la povertà troviamo anche lo scarso livello di istruzione, molte volte ereditario. Intendo dire che, accanto ad una povertà economica, esiste una miseria educativa, forse ancor più seria che incide sul tessuto sociale. Insieme a questo, la Caritas segnala il fenomeno, altrettanto significativo, dell’elevato abbandono scolastico. Le statistiche dicono che, dove è presente un titolo di studio, la situazione di miseria è più bassa”.

Disoccupazione elevata qui dalle nostre parti…

“Al 40 per cento e allora è opportuno, oltre che urgente, invertire la rotta al più presto. Però, vorrei  aggiungere che esistono tanti mestieri che sembrano scomparire, eppure vi è richiesta di fornai, pizzaioli, idraulici e falegnami. Quasi nessuno, però, vuole cimentarsi, è incredibile, trovare uno che sappia fare bene il pane è molto complicato”.

Che cosa può fare la chiesa?

” Molto, specialmente le parrocchie e gli oratori, penso a Bari a quello dei Salesiani, possono intercettare sul territorio i ragazzi avviandoli al lavoro nel rispetto della legge”.

Immigrazione, come vanno le cose?

“In percentuale il numero dei migranti è calato nettamente. Tale tendenza era già iniziata col ministro Minniti e si è consolidata ora. Nei centri Caritas le proporzioni dei presenti si sono capovolte, il 70 per cento è di locali, il 30 di immigrati. Aumenta la povertà locale, cosa maggiormente allarmante”.

Che cosa denota il report?

“L’urgenza del lavoro per poter investire sulla famiglia e sull’ inclusione sociale”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 13 Febbraio 2019

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