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Il ricordo del socialista Alberto Tedesco, vero “padre politico” del governatore Decaro

Ieri pomeriggio le esequie nella chiesa barese di San Ferdinando, alla presenza di autorità, compagni di partito, avversari politici e tanti semplici cittadini

Una grande perdita nel mondo politico pugliese. Domenica mattina, a seguito di una grave malattia, è scomparso il socialista Alberto Tedesco, già consigliere regionale per ben cinque legislature consecutive, dal 1985 al 2009, e poi senatore della Repubblica (nelle fila del Pd) fino a febbraio del 2013. Infatti, con la morte dell’ex senatore Tedesco la Puglia ha perso una figura di primo piano degli ultimi quarant’anni della storia politica e istituzionale locale.

La presenza di Alberto Tedesco sulla scena politica pugliese e nelle istituzioni risale agli anni Ottanta del secolo scorso fino al primo decennio del terzo millennio ed è sicuramente rappresentativa di un pezzo importante di storia della nostra Regione e della città di Bari, oltre che del socialismo pugliese. Tedesco, di origine salentina (Nardò), sin da giovane iniziò la sua militanza politica nelle fila del vecchio Psi al seguito di un consigliere regionale salentino, il prof. Luigi Tarricone, che nel corso della seconda legislatura regionale (1975-80) lo chiamò a svolgere la funzione fiduciaria di collaboratore del Gruppo consigliare socialista, per poi diventare dipendente regionale, a seguito di una legge di stabilizzazione del personale esterno a servizio dei Gruppi consigliari.

Negli anni di permanenza nel capoluogo, Tedesco conobbe e sposò la barese Mariella Cattaneo, che insieme a tutta la sua famiglia gli furono sempre accanto, in maniera fondamentale, anche negli anni di militanza ed impegno politico degli anni a venire. L’esordio sulla scena istituzionale Tedesco lo fece dopo il conseguimento (1979) della laurea in Scienze politiche, con la nomina nel 1982 a presidente dell’Azienda municipale barese per il trasporto pubblico, da parte dell’allora sindaco socialista Franco De Lucia. Nelle fila del Psi barese Tedesco si fece strada dapprima nell’area “divagnana” del partito e successivamente con la componente che faceva capo al parlamentare barese Claudio Lenoci.

Negli anni di presidenza dell’Amtab, Tedesco si distinse per capacità manageriale e soprattutto per impegno ed innovazione di un servizio che a Bari già all’epoca era stantio e scarsamente efficiente, per varie ragioni. Infatti, il dinamismo del giovane rappresentante socialista alla guida dell’Amtab consentì a Tedesco di emergere successivamente anche nel partito, quando alle elezioni del 1985 la componente “lenociana” lo scelse come riferimento da far eleggere in Consiglio regionale.

Da quello scranno il giovane Alberto si dedicò sin da subito ad approfondire soprattutto le problematiche della Sanità pugliese, essendo questa la materia di maggior peso nelle attività di tutte le Regioni italiane. Passione, competenza e dedizione al lavoro politico ed istituzionale sono state da sempre le caratteristiche che maggiormente hanno contraddistinto Tedesco durante tutto il suo lungo periodo a servizio della comunità pugliese e delle istituzioni.

Da non dimenticare, infatti, la grande umanità, disponibilità e capacità d’ascolto nei confronti di tutti gli interlocutori ed attori istituzionali con cui si interfacciava. A queste qualità, da politico ormai affermato, Tedesco univa stile e capacità oratorie non comuni nella classe politica locale, soprattutto della cosiddetta Seconda Repubblica.

Infatti, non a caso Tedesco nella seconda metà degli anni Novanta riuscì a sopravvive politicamente alla fine della l’era craxiana del Psi, con la partecipazione e costituzione di nuove formazioni di ispirazione laica e riformista, che avevano il socialismo autonomista e democratico come base politica di riferimento. Ed in un’epoca, quella della Seconda Repubblica per l’appunto, nella quale in politica sono crollate le barriere ideologiche ed i rigidi canoni delle formazioni sociali (i partiti) che nel secolo scorso erano stati i “cardini” su cui era stata costruita l’organizzazione democratica e repubblicana del nostro Paese, Tedesco a livello pugliese, da socialista navigante a vista, ha continuato comunque ad essere un protagonista di spicco della vita pubblica regionale.

Infatti, Tedesco alla Regione, oltre ad essere stato per ben due volte assessore alla Sanità (nella prima metà degli anni Novanta, per un breve periodo, e successivamente dal 2005 al febbraio 2009), nell’era Fitto (2000-2005) fu a capo della speciale Commissione che riscrisse lo Statuto della Puglia, a seguito della riforma del 2001 che modificò il “Titolo V” della nostra Costituzione repubblicana. Nell’estate del 2004 a lanciare sulla scena istituzionale barese il neo-governatore della Puglia, Antonio Decaro (Pd), fu l’allora leader dei “Socialisti autonomisti” pugliesi, Tedesco, che in quota al suo partito indicò come esponente esterno in Giunta, all’appena eletto sindaco di centrosinistra Michele Emiliano, il giovane ingegnere dell’Anas per la carica di assessore alla Mobilità.

Tedesco fu poi determinante per la carriera politica del neo-governatore pugliese anche successivamente, per l’elezione a consigliere nel Pd alle comunali baresi del 2009, ma ancora di più l’anno dopo, per la elezione a consigliere regionale e la nomina a capogruppo dei dem nell’Assemblea pugliese. Le vicende della vita videro poi Tedesco uscire di scena dall’attività politica diretta, sia a causa di una vicenda giudiziaria che l’interessato affrontò senza vittimismo e con grande dignità nelle sedi competenti e che, poi, – come si ricorderà – si concluse con la decadenza da tutte le presunte accuse, sia a causa di qualche “sgambetto” politico da parte di chi gli era stato sempre vicino fino allo scoppio della vicenda giudiziaria.

Una vicenda, quest’ultima, che segnò profondamente il dinamismo politico di Tedesco, ritenuto da molti fino ad allora, una vera e propria “macchina politica” soprattutto nei momenti di mobilitazione elettorale, per la sua grande dote di instancabile lavoratore, sia come aggregatore di consensi che di organizzatore politico. Ma a segnare ancora di più la vita di questo infaticabile, generoso e non comune autorevole esponente politico fu il destino, che successivamente, nel giro di pochi mesi, portò via prematuramente sia il suo primo genito, Giuseppe, e poi la consorte Mariella.

Eventi tragici che, nonostante tutto, non allontanarono completamente dalla scena politica locale l’ex senatore. Una scena che il socialista Tedesco, nello sconcerto e con il dolore e la stima di quanti lo hanno conosciuto sia da avversari che da compagni di lotta politica, ha dovuto purtroppo abbandonare, dopo aver combattuto come un leone la sua ultima battaglia di vita, per tentare di sfuggire ad un drammatico e cinico destino. Ai famigliari dell’ex senatore Tedesco, a cominciare dai figli Cristina e Carlo, va il cordoglio della redazione di questa testata giornalistica, che si unisce ai tanti che nel pomeriggio di ieri hanno omaggiato il feretro nella chiesa barese di “San Ferdinando”, per l’ultimo saluto a un grande protagonista politico della storia contemporanea pugliese e, in particolare, barese.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 4 Agosto 2026

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