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Il ricordo di alcuni capitani gloriosi e giocatori rappresentativi

   
Nel giorno del Centoquattordicesimo compleanno della storia del Bari come società sportiva calcistica, oggi erede dell’Associazione Sportiva Bari, abbiamo raccolto i ricordi più suggestivi di alcuni capitani gloriosi e giocatori che hanno lasciato il segno nella storia del Bari, una maglia indossata da tanti campioni e che nonostante le numerose retrocessioni in B ha realizzato ben 30 edizioni nella serie A, centrando anche la qualificazione all’Intertoto ma l’allora società vi rinunciò. Degni di essere  menzionati sono stati il Bari dei baresi di Catuzzi che sfiorò la A, quello delle due promozioni di fila di Bolchi sino alla massima serie, quello di Beppe Materazzi che conquistò la promozione nel 93/94, quello allenato da Fascetti per cinque stagioni di fila nel massimo campionato, quello secondo gli addetti ai lavori tra i più forti di sempre allenato da Gaetano Salvemini nella stagione 1989/90 che giunse decimo in una serie A con Diego Armando Maradona che vinse lo scudetto, Van Basten e gli olandesi terribili nel Milan e tanti altri campioni; ma anche il Bari strepitoso di Antonio Conte e quello che giocava a memoria di Ventura al primo anno. Capitani gloriosi ma non solo, semplicemente grazie.

Giovanni Loseto, giocatore del Bari con il ‘numero 2 ritirata’, dal 1982 al 1993, capitano nel 1992-1993 –  “Ho tanti bei ricordi con il Bari la maglia che ho indossato per una vita ed anche dopo che ho concluso la carriera. Però il ricordo più bello è sicuramente l’esordio contro il Perugia, il 19 dicembre del 1982 che vincemmo con gol di Bagnato ed Armenise, ringrazio il compianto mister Catuzzi per aver creduto in me e mi lanciò. Io non ci credevo ma era il mio momento e non ho tradito la sua fiducia, mi ricordo ancora le sue parole: ‘Sveglia ragazzo, ora tocca a te’. La volta dopo fui titolare contro la Cremonese, al ritorno segnai anche al Perugia. Tra i ricordi più belli però c’è l’aver sfidato Marco Van Basten, Zico, Diego Armando Maradona che mi soprannominò ‘lo sceriffo’, il gol che feci a Walter Zenga, e soprattutto aver indossato senza dubbio la fascia da capitano. Auguri ad ogni barese e tutta la tifoseria”.

Giorgio De Trizio, in biancorosso dal 1980 al 1989, da capitano dal 1985 al 1989 per quattro stagioni – “Vestire la maglia della propria città è un ricordo che uno si porta dentro per sempre, specie per chi come me, Giovanni, giocavamo nelle strade di Bari Vecchia, nella formazione del Gambero Rosso e poi una volta scoperti, siamo arrivati in prima squadra. Sicuramente sono orgoglioso di aver fatto parte del Bari dei baresi che sfiorò la promozione, ma i ricordi pi belli e sentiti sono quelli della doppia promozione con mister Bolchi, la A sfidando tanti campioni e quella cavalcata quasi trionfale in Coppa nella stagione 83/84. Oltre i gol che ho realizzato, mi ricordo gli abbracci con Giovanni ed Onofrio Loseto, che mi facevano pensare come se stessimo giocando ancora per strada. L’augurio che faccio alla Ssc Bari ma in generale a chi gestisce il Bari, di portarci in A e coltivare quel sogno che la piazza merita, di vedere il Bari almeno una volta in Europa”.

Antonio detto Totò Lopez, giocatore biancorosso dal 1971 al 1973 e 1983 al 1985, capitano dal 1983 al 1985 – “Con la maglia biancorossa sono stato in quattro stagioni, in due momenti diversi e fasi della mia vita. Nella seconda parte, sono arrivato consapevole che non potevamo sbagliare ed ero anche il capitano. Sono state due stagioni fantastiche non solo per le vittorie del campionato ma per il percorso realizzato in Coppa Italia e soprattutto l’aver battuto la Juve di Platini un gentiluomo e fenomeno. Quando battemmo la Juve a Torino e pareggiammo al ritorno con un mio rigore trasformato dinnanzi a quasi 40mila tifosi al ‘Della Vittoria’. Alla fine di quella partita, ci avvisarono che doveva entrare nello spogliatoio ‘Le Roi’ Platini, aveva una maglia in mano, la sua e disse avvicinandosi, ‘Questa è per te’ complimentandosi, io mi inginocchiai e ringraziai. Quel gesto lo ricordo ancora oggi come se fosse ieri ed aver sfidato il campione, mi ha riempito di orgoglio. Al Bari faccio l’augurio di ritornare quanto prima almeno in B e poi alla società chiedo che faccia chiarezza sul suo futuro e su cosa sceglierà. Bari ed i suoi tifosi meritano il massimo”.

Antonio Di Gennaro, giocatore del Bari dal 1988 al 1991, capitano dal 1988 al 1990 – “La promozione in A perché mi avevano acquistato per quell’obiettivo che fu centrato al primo tentativo con un gruppo straordinario, prima che di calciatori di uomini. L’augurio che faccio al Bari attuale è di ritornare presto in B e successivamente nella massima serie perché rispecchia il suo valore e la sua storia, auguri al Bari”.

Pietro Maiellaro, giocatore del Bari dal 1987 al 1991, capitano dal 1990-1991 – “Ne ho tanti di ricordi bellissimi con indosso la maglia del Bari. Il ricordo che vivo con maggiore emozione, oltre le vittorie, le giocate che magari hanno consentito di farci vincere e gioire, è legata ad una chiamata del compianto presidente Vincenzo Matarrese. Vi racconto, il presidente in persona mi chiamò in mattinata e mi disse raggiungimi al barbiere. Andai verso via Sparano, vicino alla sede biancorossa di allora, aspettai che terminò di tagliarsi i capelli e mi fece salire nella sua macchina. Mi disse ‘Piè tu quest’anno sarai il capitano’. Io già indossavo la numero dieci e giocavo con tanti campioni, ma mai mi sarei aspettato tale ruolo ed accettai. Auguri al Bari e a tutti i tifosi, auguro tutto il bene alla tifoseria da serie A”.

Carlo detto ‘Carletto Perrone’ dal 1987 al 1990, capitano nel giorno dell’Unico Trofeo della storia del Bari, il 21 maggio 1990 si aggiudicò la Mitropa Cup con un suo gol – “C’è un vecchietto di 114 anni che festeggia il suo compleanno proprio oggi e non potevo esimermi dal fare gli auguri a questo arzillo vecchietto che si chiama Bari Calcio e sta dando soddisfazioni. E’ un onore per me aver vestito questa maglia e ed essere stato protagonista nel suo punto pi alto, pi di ottanta giocati tra A e B. Io ritornai in campo dopo otto mesi e mezzo, con la fascia al braccio e segnai anche il gol vittoria contro il Genoa, sollevando al cielo la Mitropa Cup, unico trofeo vinto della storia del Bari. Ma spero ancora per poco perché un altro capitano, sono sicuro, alzerà un trofeo internazionale, perciò il mio augurio speciale alla società, a questa squadra e fantastica tifoseria alla quale sono molto legato”.

Emiliano Bigica, dal 1993 al 1995, capitano dal 1993 al 1995 – “Per me che sono barese e da sempre tifoso del Bari, tutti i ricordi sono indelebili e resteranno nel mio scalfiti nel mio cuore. Tuttavia, se proprio devo sceglierne uno penso a quello del giorno della festa con il Padova, ho rivisto il San Nicola stracolmo di gente, la felicità e noi al settimo cielo, eravamo una cosa sola. Fu qualcosa di stupendo difficile anche da spiegare. L’augurio che il Bari ritorni presto alle categorie che le competono uscendo da questa Lega Pro e si ritorni a vedere il San Nicola pieno come già quest’anno ha fatto dimostrando di avere una grande tifoseria. Un augurio speciale davvero a tutta la Bari sportiva”.

Marco Iusco

 

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