Cultura e Spettacoli

Il santuario marino di Roca

Al toponimo Roca, nei pressi di Melendugno, corrispondono i resti di due distinti centri abitati, Roca Vecchia e Roca Nuova

Al toponimo Roca, nei pressi di Melendugno, corrispondono i resti di due distinti centri abitati, Roca Vecchia e Roca Nuova. La prima trova posto tra San Foca e Torre dell’Orso. Il sito, che in estate richiama migliaia di turisti, si distingue per la ricchezza dell’area archeologica che, estesa per oltre trenta ettari, racchiude importanti testimonianze di ere differenti, la più remota delle quali risale ai tempi dei Messapi (sono ancora visibili tracce di mura estese per oltre un chilometro di lunghezza). Tra le maggiori attrazione di Roca Vecchia rientrano due piccole baie distanti circa sessanta metri l’una dall’altra e battezzate Poesia Grande e Poesia Piccola. – In realtà questo ‘Poesia’ è corruzione popolare di ‘posìa’, ‘sorgente’ in greco antico, con evidente riferimento alla presenza di polle all’interno delle due baie –  Le baie sono entrambe risultato del crollo della copertura di vasti ipogei ; l’Adriatico vi penetra attraverso un canale percorribile a nuoto o con una piccola imbarcazione. Lungo i fianchi scoscesi dell’insenatura più grande si nota una cavità di forma rettangolare. Il cunicolo, invaso dall’acqua per qualche decina di centimetri, si presenta scavato con regolarità non comune e procede per un centinaio di metri in linea retta prima di allargarsi in un ambiente dai contorni irregolari e privo di copertura ; in origine doveva trattarsi di un piccolo ipogeo. Appena a destra, il cunicolo riprende ad affondare nella roccia ma con un disegno diverso : una piramide tronca assai rastremata. A intervalli regolari si aprono in alto bocche di pozzo murate. Il livello dell’acqua si mantiene costante sino al punto in cui il tunnel s’interrompe bruscamente, ostruito da quelle che sembrano macerie da crollo. Cosa c’è oltre? Si favoleggia di un passaggio segreto col non lontano castello di Acquarica… Ma la struttura fa pensare anche ad un acquedotto molto vicino al modello dell’acquedotto del Triglio, che in epoca romana andava da Statte a Taranto. Lo confermerebbero la qualità limpida e (oggi) leggermente salmastra dell’acqua che percorre questa galleria artificiale e la presenza, come prima si diceva, di imboccature da cui attingere. Più concretamente siamo in presenza di un ulteriore ambiente di quello che dovette essere un santuario costiero realizzato ampliando distinte cavità naturali interconnesse per mezzo di cunicoli scavati appositamente oppure ricavati modellando pertugi naturali. Venendo a Roca Nuova, il piccolo abitato prese vita alla fine del Cinquecento per dare rifugio agli abitanti di Roca Vecchia vessati dalle incursioni dei Turchi. Roca Vecchia toccò l’apice (150 famiglie residenti) nel 1805. Con l’avvento dell’unità d’Italia prese il via lo spopolamento dovuto alla malaria. Nel 1925 l’ultima famiglia residente abbandonò il territorio. Attualmente disabitata, Roca Vecchia è stata oggetto di recente restauro, di cui in particolare hanno beneficiato la torre cinquecentesca (vedi immagine) e la chiesetta di San Vito.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 2 Dicembre 2023

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio