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Il sistema di raccolta ‘porta a porta’ fa le sue prime “vittime”

 

Il nuovo sistema di raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani, partito lunedì scorso nella ex frazione di Santo Spirito, ha fatto già le prime “vittime”. O meglio, ha prodotto già un introito di trecento Euro al Comune di Bari che, attraverso qualche pattuglia di Polizia Municipale impegnata nel servizio di vigilanza sul territorio del V Municipio, ha sanzionato con un’ammenda da 50 Euro ben sei cittadini residenti a Santo Spirito, che avevano depositato i propri rifiuti domestici all’interno di cassonetti presenti sul territorio di Palese, dove il sistema di raccolta “porta a porta” non è ancora partito da parte dell’Amiu e, quindi, ci sono ancora per strada i cassonetti dei rifiuti differenziati (carta, vetro e plastica) insieme a quelli dell’umido. Il motivo della sanzione, secondo quanto riferisce il Comune stesso con un comunicato dell’assessore all’Ambiente, Pietro Petruzzelli, che ha dato notizia dell’accaduto, dovrebbe essere stato il fatto che i sei malcapitati di Santo Spirito non avrebbero rispettato l’ordinanza del sindaco, Antonio Decaro, sulla raccolta differenziata porta a porta, avviata lunedì scorso nella ex frazione all’estremo nord del capoluogo, e in sostanza ha portato la propria spazzatura domestica “in trasferta”, conferendola nei cassonetti stradali ancora presenti a Palese, anziché nei noti contenitori forniti dall’Amiu nelle scorse settimane a ciascuna famiglia e da depositare nei giorni e nelle ore stabilite fuori del proprio domicilio domestico. “Queste sono le prime sanzioni elevate in occasione della nuova ordinanza legata all’introduzione della raccolta porta a porta” – ha dichiarato nella nota l’assessore Petruzzelli che, proseguendo, ha commentato: “Come avevamo annunciato, ci sarebbe stata ampia tolleranza verso chi sbaglia nel differenziare i rifiuti e nei confronti di chi espone il contenitore al di fuori della propria abitazione nel giorno sbagliato”. “Però – ha sottolineato inoltre il responsabile comunale dell’Igiene urbana –  nessuna intransigenza verso chi abbandona i propri rifiuti per strada o nelle campagne limitrofe, ma soprattutto per chi lascia i propri bustoni nei cassonetti dei quartieri vicini”. E su quest’ultima affermazione c’è chi nel V Municipio, dopo essere venuto a conoscenza dell’accaduto, ha avuto da ridire su quanto riferito dall’assessore Petruzzelli. In particolare, le perplessità del comune cittadino sono state sollevate al riguardo della sanzione per il conferimento  “in trasferta” dei sei santospiritesi nella vicina Palese. Infatti, lo stesso cittadino nelle critiche mosse nei confronti dell’assessore Petruzzelli, e quindi del Comune di Bari, ha dichiarato: “Non conosco nei dettagli i fatti, però se la ragione della contravvenzione a sei malcapitati santospiritesi, che hanno depositato i propri rifiuti nei cassonetti a Palese, è solo il fatto che hanno portato la loro spazzatura ‘in trasferta’, allora il verbale della Polizia Municipale è contestabile”. Infatti, ha poi spiegato il forbito cittadino: “Palese fa parte, come Santo Spirito, di Bari. Quindi, il conferimento è avvenuto nell’ambito dello stesso territorio comunale ed in cassonetti della stessa Azienda di raccolta  e smaltimento, ossia l’Amiu”. “Per cui – ha rilevato inoltre nel ragionamento lo stesso cittadino, che evidentemente non è del tutto sprovveduto in materia – se il deposito dei bustoni, da parte dei sei santospiritesi sanzionati, è avvenuto nella fascia oraria e secondo le modalità previste, ovvero con corretto conferimento negli appositi cassonetti, allora la sanzione è quantomeno contestabile”. E, quindi, oggetto di un possibile ricorso prefettizio o presso l’Autorità giudiziaria competente. Infatti, ha poi eccepito il comune cittadino, sorpreso da quanto riferito con enfasi nella recente nota dall’assessore Petruzzelli, “le ragioni per cui i sei santospiritesi possono aver conferito eccezionalmente ‘in trasferta’ nell’ambito dello stesso territorio comunale i  loro rifiuti solidi urbani, possono essere molteplici”, spiegando che “i sei cittadini sanzionati potrebbero averlo fatto, per esempio, perché il giorno previsto per la messa in strada del contenitore con quel tipo di spazzatura non avrebbero dovuto essere a casa”. Ma i motivi validi, per giustificare il loro comportamento – secondo quanto eccepito da questo non ignaro cittadino – potrebbero essere anche altri. Sta di fatto, però, che per l’assessore Petruzzelli “dura lex, sed lex!”. Infatti, il responsabile dell’Igiene urbana barese, continuando con le dichiarazioni, avverte che: “queste sono le prime sanzioni elevate in occasione della nuova ordinanza legata all’introduzione della raccolta porta”. Ed aggiunge: “Come avevamo annunciato, ci sarebbe stata ampia tolleranza verso chi sbaglia nel differenziare i rifiuti e nei confronti di chi espone il contenitore al di fuori della propria abitazione nel giorno sbagliato. Allo stesso tempo, però, nessuna intransigenza verso chi abbandona i propri rifiuti per strada o nelle campagne limitrofe ma soprattutto per chi lascia i propri bustoni nei cassonetti dei quartieri vicini”. A questo punto, in alcuni cittadini può sorgere in non tanto peregrino sospetto che le sanzioni elevate per lo smaltimento corretto dei rifiuti urbani in quartieri diversi, ma dello stesso Comune, anzi nello stesso ambito municipale, possano essere un’ulteriore occasione per rimpinguare le esauste casse comunali baresi. Come, in qualche caso, è malcapitato a qualche ignaro ed indifeso cittadino, che si è visto ugualmente multare in occasione del conferimento fuori orario dei rifiuti negli appositi cassonetti. Però, senza considerare che né su gli stessi cassonetti, né tantomeno nelle aree di ubicazione mancavano del tutto le previste segnaletiche che avrebbero dovuto riportare gli estremi ed i dettagli dell’ordinanza sindacale che regolamenta l’utilizzo degli stessi e gli orari di conferimento dei rifiuti. In questo caso, quindi, per il Comune di Bari, e per il “profeta” telematico delle pattumelle,  “pecunia olet”.    

 

Giuseppe Palella

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