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Il “sogno” per un nuovo porto e lungomare a Palese in un convegno associativo

 

Il “sogno” dell’associazione “Eco museo urbano del nord barese” di riqualificare il litorale di Bari che interessa la zona costiera della ex frazione di Palese Macchie ha concluso la prima fase del suo percorso partecipativo con un convegno, svoltosi lunedì scorso in uno dei saloni del Vittoria Park Hotel, per illustrare la proposta progettuale di riqualificazione integrale del lungomare e del porticciolo di Palese, scaturita dopo  5 mesi di incontri con un gruppo di cittadini locali affascinati da detto sogno. A darne notizia con una nota è stato il principale protagonista stesso dell’ipotesi di restyling della costa palesina, nonché responsabile di detta Associazione, l’architetto Eugenio Lombardi, che ad animare tale convegno ha invitato sia l’assessore all’Urbanistica e Ambiente della Regione Puglia, Anna Grazia Marisco, che l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bari, Giuseppe Galasso. Detto  convegno, come riferito dallo stesso responsabile dell’Associazione ecomuseale, ha registrato anche la partecipazione di un noto urbanista accademico, il professor Guido Masè, che – stante sempre a quanto riportato nella nota – dopo una due giorni palesina “si è detto convinto che Palese possa trasformarsi in un parco urbano, con un forte incremento di verde da portare fin sul lungomare con un triplice filare di alberi e una progressiva cancellazione di un uso eccessivo e ingiustificato del trasporto veicolare, come succede ormai da tempo in aree urbane anche molto più grandi senza per questo incidere negativamente, anzi!, sulla qualità della vita dei cittadini. E ha ricordato esempi clamorosi di aree urbane chiuse al traffico o limitato fortemente, come Venezia, Trento e Parigi”. Il “nocciolo” del convegno, però, è consistito nell’illustrazione agli ospiti ed al pubblico presente del lavoro coordinato dal presidente dell’Associazione ecomuseale, Lombardi, e della relazione accompagnatoria redatta da quest’ultimo. Infatti, ha spiegato con il comunicato lo stesso Lombardi di aver descritto “tutte le fasi progettuali, distinguendole in tre meta-progetti: lungomare, porto e ‘percorso delle Arti”. “Un arricchimento del lungomare – ha chiarito inoltre il relatore ed organizzatore del convegno – con un percorso di otto installazioni e sculture (esito di un concorso internazionale), oltre a spazi temporaneamente disponibili per giovani artisti”, ricordando in fine “che l’iniziativa di Urbanistica partecipata è in linea con l’art.1 della Convenzione europea del paesaggio”, dove per paesaggi – secondo quanto riferisce ancora Lombardi – si intendono “i territori per come vengono percepiti dalle popolazioni”. Il promotore del convegno ci ha tenuto ha sottolineare “che la Biennale di Architettura di Venezia ha come tema principale quest’anno” l’enigma “Come vivremo nelle comunità?”, rendendo il tema “partecipazione” il protagonista degli interventi giunti alla nota mostra da tutto il mondo. Insomma, un’iniziativa progettuale privata i cui particolari sono però tutti da approfondire, visto che nella nota diffusa dalla stessa Associazione promotrice, sia del progetto che del convegno, è stato dato risalto soprattutto alla qualità e ruolo istituzionale dei partecipanti e, forse, meno all’essenza tecnica dell’ipotesi progettuale. Infatti, trattandosi di un’iniziativa puramente privatistica, in cui finora le varie istituzioni competenti (Comune di Bari, Regione, Capitaneria di porto, Genio marittimo, ecc.) non sarebbero state formalmente interessate in alcun modo, è pacifico che allo stato dei fatti la proposta di restyling del degradato lungomare di Palese e del suo piccolo porticciolo altro non è che un mero “sogno” per la comunità interessata. Infatti, il problema principale per tale genere di interventi (come è ben noto a chi s’intende di un minimo di Finanze pubbliche!) è il reperimento delle risorse finanziarie per rendere concreta e, quindi, fattibile la proposta. E nel caso in questione, non solo non ci sono i fondi, ma al momento non c’è neppure alcun “atto” da parte dell’Amministrazione, ossi il Comune di Bari, che attesti la volontà dell’Ente a procedere nel senso auspicato (o, forse meglio, sognato!) dall’Associazione ecomuseale di Lombardi. Ad onore di cronaca, infatti, non va dimenticato che a distanza di quasi 45 anni dall’entrata in vigore del Prg dell’architetto Ludovico Quaroni il Comune di Bari per Palese e Santo Spirito non ha ancora messo a punto un Piano particolareggiato della costa. Infatti, di proposte private per la riqualificazione costiera urbana in questi ultimi 45 anni a Palese e Santo Spirito i residenti ne hanno viste tante nascere e morire con la stessa rapidità con cui erano state formulate. Anzi, qualcuna di essa era giunta anche ad uno stato di fattibilità burocraticamente decisamente avanzato rispetto alla semplice proposta di progetto per il lungomare di Palese dell’architetto Lombardi. Quale? E’ bene ricordarlo: il progetto di ampliamento del porto di Santo Spirito, a suo tempo proposto e portato avanti da alcuni noti professionisti locali, tra i quali l’architetto Luigi Agnello e l’ingegner Oronzo Moretti. Infatti, ciò che al momento è certo per i cittadini baresi (e quindi anche per quelli di Palese e Santo Spirito che sono tutt’ora semplici periferie trascurate e degradate del capoluogo! È che per la costa sud di Bari saranno a breve disponibili 75 milioni di Euro del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) destinati dal governo Draghi (su richiesta dell’amministrazione Decaro) per la sua riqualificazione a Parco attrezzato urbano, mentre per quella a nord, vale a dire delle ex frazioni di Palese e Santo Spirito, c’è soltanto un “sogno” di un sodalizio privato locale, l’Associazione Eco museale del Nord barese, che al momento “consola” o, forse, illude i residenti con un progetto, per la cui concreta fattibilità, al momento non c’è né testa, né coda. Se non unicamente nella fantasia di chi si è finora cimentato.

 

 

Giuseppe Palella

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