Il sottosuolo segreto
Terra carsica, la Puglia presenta un sottosuolo simile ad una groviera. Non bastassero le migliaia di cavità naturali (l’elenco non può dirsi completo essendo continue le nuove acquisizioni), l’intervento antropico ne ha create di nuove. Qualche volta si è provveduto ad ampliare ipogei preesistenti : molti santuari presentano questa caratteristica. Altre volte la mano dell’uomo ha snaturato l’ordine delle cose lasciando segni vistosi sul territorio (gallerie e cave, soprattutto). C’è il caso infine degli scavi non visibili, né aperti al pubblico per essere avvenuti all’interno di proprietà private e per essere stati quasi sempre condotti all’insaputa della Legge. In passato la manomissione del suolo era piuttosto allegra. Quando si era in presenza di piccoli banchi rocciosi da cui per ragioni geotecniche si poteva ricavare materiale da costruzione, anche se la formazione si riduceva a poche centinaia di metri quadri – superficie inadeguata per accarezzare il sogno industriale di una miniera a cielo aperto – si estraeva dal sottosuolo quanto necessario a costruire in loco. In questo modo al di sotto dell’edificio si aprivano vuoti che in seguito erano destinati a cantine, cisterne, rimesse, tavernette, piccoli stabilimenti (trappeti per lo più) e persino rifugi antiaereo ; la maggior parte di questi locali non è accatastata. Tanta libertà nello scavare al riparo da occhi indiscreti e facilitata dalla modesta durezza offerta dai banchi tufacei di cui si aveva facilmente ragione a colpi di piccone, ha dato vita anche al fenomeno dei cunicoli. Si tratta di stretti passaggi, di budelli che all’interno di un centro abitato mettono in collegamento luoghi talora lontanissimi. Ma a parte pochi casi documentati, a proposito della maggior parte di questi ‘passaggi segreti’ si è favoleggiato. Gli anziani ricordano gallerie di collegamento con chiese e castelli, di vie di fuga che sbucavano nei sotterranei di fabbricati rustici in aperta campagna… Tutte cose di cui nessuno ha mai dimostrato l’esistenza. Vero è pure che nel corso del tempo la maggior parte di questi passaggi sono stati murati per ragioni di opportunità. Dunque, a dispetto dell’aspetto massiccio, molti fabbricati antichi di casa nostra sono a rischio per il fatto di avere i muri portanti poggiati su non più che una striscia di roccia. Questa sottostante fragilità, riscontrabile nella presenza di crepe e fratture nelle pareti al di sotto del piano stradale, offre il fianco in caso di piogge abbondanti o di lesioni delle condotte idriche e fognarie ad allagamenti che, già imbarazzanti, contribuiscono alla corrosione delle non-fondamenta.
Italo Interesse
Pubblicato il 24 Aprile 2019



