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Il successo di ‘Punto e a caso’ ed altri corti

“Quando dirigi un film ti senti come un politico o come il capitano di una squadra di football. Alla fine del giorno hai bisogno di dieci o undici persone in gamba dietro di te se hai intenzione di vincere la partita”, da una massima dell’immenso Gaspar Noé, argentino, regista cinematografico, sceneggiatore, montatore, produttore cinematografico ed anche direttore della fotografia con cinque cortometraggi presentati al Festival di Cannes, oltre ad aver vinto anche un premio internazionale della critica. Da un eclettico artista alla nostra arte pugliese, dove il cast, sceneggiatore, regista ed attori di uno short-film hanno trovato spazio in alcuni Festival. E’ il caso di ‘Punto e a caso’ scritto da Leonardo Piccinni e diretto da Pierdomenico Minafra, attualmente il cortometraggio ‘Punto e a caso’ è in finale al  “BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione”, presso la Città di Benevento ed in concorso anche ad altri festival di livello nazionale. A differenza della loro opera prima, Leonardo e Pierdomenico hanno scelto di puntare su un prodotto che fa delle immagini e delle azioni dei personaggi, il motore della storia affidando significati e sensi ai sottotesti, di bellezza a fattura diversa. Nel cast dello short-film intitolato, “Myosotis” sono presenti Luciano Montrone e ritorna Nicola Moschetti, in un ruolo completamente diverso da quello di Giulio in “Punto e a caso” Abbiamo intervistato, prima Pierdomenico Minafra, giovane regista di successo e successivamente uno degli attori, Nicola Moschetti.

Pierdomenico, ci sono altri progetti già in cantiere, se sì, ci puoi dare un’anticipazione?

“Attualmente Leonardo ed il sottoscritto sono in fase di scrittura di un nuovo short-film con una tematica totalmente differente e molto attuale, di cui preferiamo non svelare. In questo terzo progetto ci sarà anche Nicola Moschetti, con il quale abbiamo instaurato un legame di complicità ed una certa affinità lavorativa. Come si suol dire “squadra che vince non si cambia”.

Come ti proietti nel tuo futuro?

“Nel mio futuro, sicuramente, vedo altri progetti con lo sceneggiatore Leonardo Piccinni con cui sono entrato in sintonia. Insieme abbiamo trovato il modo migliore ed un linguaggio che ci accomuna, ovvero il cinema. Inoltre, vedo anche delle altre collaborazioni con l’attore Nicola Moschetti che crede molto nei giovani e in questi progetti con un innegabile riscontro sociale”.

Nicola Moschetti, come è stata questa nuova esperienza conclusasi, ‘Myosotis’ ed il tuo rapporto con il cast?

Ho girato questo short-film dal titolo ‘Myosotis’ ed è stato un lavoro molto bello e gratificante per il rapporto instaurato con tutto il cast tecnico, perché al di là dei premi e degli attestati ricevuti, creandosi quell’alchimia sin dal primissimo incontro. Nello specifico in ‘Myosotis’ rivesto il ruolo di un personaggio che non dà importanza alla quotidianità ma che predilige vivere il suo mondo con superficialità, dimenticandosi di quelli che sono i valori e l’essenza della vita. Ho lavorato al fianco di Luciano Montrone diretto dalla regia di Pierdomenico Minafra. A tal proposito, sono orgoglioso di essere sempre al fianco dei giovani e di far parte dei loro progetti, ed allo stesso tempo mi continuerò a prodigare ed impegnare perché insieme ci possa realizzare un percorso di crescita unico professionale ed artistico.

Hai lavorato ad altri progetti in questo periodo?

“In questo periodo ho avuto una piccola parte che mi ha lasciato grandi soddisfazioni: ho avuto la possibilità di realizzare un desiderio che avevo sin da piccolo, ovvero quello di incontrare sul set, Ornella Muti. Questo film, girato nel Salento che uscirà al cinema prossimamente, dal titolo, The Christmas Show”.

C’è qualche altro progetto in cantiere e se vuoi rivolgere una dedica speciale a qualcuno.

Ancora una volta sarò impegnato in un cortometraggio con la regia di Pierdomenico Minafra, a riguardo di tematiche forti e di attualità. Una dedica speciale ce l’avrei:  consentimi di omaggiare e ringraziare una grande artista quale è stata, Rachele Viggiano, scomparsa prematuramente e mi lascia e ‘CI’ lascia  un vuoto incolmabile al mondo del teatro; ma non solo, essendo stata la mia prima maestra d’arte posso dir con sincerità che senza i suoi preziosi consigli ed insegnamenti, non avrei mai iniziato il mio percorso artistico, per questo ma anche per tanto altro le sarò infinitamente grato. Ciao Rachele.  (Ph. Vittorio Viterbo).

Marco Iusco

 

 

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