Il superuomo dietro la passione di Stelio
Al Teatro Traetta di Bitonto sarà presentata una trasposizione teatrale de ‘Il fuoco’ di D’Annunzio ad opera di Andrea Cramarossa

Pubblicato da Treves nel 1900, ‘Il fuoco’, nelle intenzioni del suo autore, Gabriele D’Annunzio, avrebbe dovuto inaugurare la trilogia dei ‘Romanzi del melograno’, da proseguire con ‘Vittoria dell’uomo’ e ‘Trionfo della vita’, opere invece rimaste allo stato di progetto. Ambientato nell’autunno 1882 sullo sfondo di una Venezia la cui decadenza esalta e quasi toglie il fiato, ‘Il fuoco’ esplora soprattutto il superomismo. Stelio Effrena, il giovane poeta protagonista, nonché scoperto alter ego dell’Autore, cerca attraverso la sensualità e la potenza dell’arte quel colpo d’ala che lo consegni per sempre alla dimensione dell’uomo ‘nuovo’ e inevitabilmente superiore. Questo aspetto delle cose, sottilmente trasversale alla passione fra Stelio e Foscarina e alla morte di Wagner, rende ardua qualunque trasposizione del romanzo in altra forma d’arte. Non è un caso che, a 126 anni dall’uscita del romanzo, ‘Il fuoco’ sia stato portato sul grande schermo soltanto una volta: ciò accadde nel 1915 ad opera di Giovanni Pastrone, il quale l’anno prima aveva diretto la più celebre pellicola italiana prima dell’avvento del sonoro, quel ‘Cabiria’ alla cui sceneggiatura aveva collaborato D’Annunzio). E ancora non è un caso che si sia dovuto attendere 126 anni perché ‘Il fuoco’ diventasse un lavoro teatrale. Per quanto se ne sappia, l’adattamento per il palcoscenico ad opera di Andrea Cramarossa non ha precedenti. L’opera sarà presentata in anteprima dopodomani sabato 10 gennaio alle 20:00 al Teatro Traetta di Bitonto. La messinscena, che è prodotta da Teatro Delle Bambole col sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bitonto, rientra nel progetto di ricerca ‘Dalla Letteratura al Teatro – Epilogo’ e nella Stagione Teatrale 2025/2026 del Comune di Bitonto (BA), promossa da Puglia Culture. Cramarossa rinuncia ad una riproduzione calligrafica del testo dannunziano e si affida al corpo, al gesto e alla parola di due soli interpreti: Rossella Giugliano e Federico Gobbi (con in quali collaborano a diverso titolo Roberto De Bellis, Elob Mabby Colucci, Vincenzo Ardito e Maria Panza). Nel progetto di Cramarossa ‘Il fuoco’ occupa un posto speciale per come, qui, l’arte della scrittura si fa carico di quel processo di trasformazione culturale, artistica e sociale che D’Annunzio auspicava. Ne ‘Il fuoco’ “la scrittura diviene la pratica quotidiana per trascendere l’umano vivere e … creare un ‘uomo nuovo’”. Romanzo memoriale in cui molta biografia dell’Autore si avvolge a quella di altri artisti (Eleonora Duse in primis), ‘Il fuoco’ innova la struttura del romanzo liberandolo dai lacci della trama “per fare del susseguirsi delle parole il canto trasparente di una estetica del sublime. In questa visione si inserisce l’idea nicciana del Superuomo, quella di una figura tutta proiettata e dedita al “sogno d’arte” quale unica finalità di vita.” – Nell’immagine, un fotogramma del film di Pastrone che ritrae Febo Mari e Pina Menichelli; l’interpretazione di quest’ultima avrebbe elevato l’attrice siciliana a diva incontrastata del cinema muto italiano.
Italo Interesse
Pubblicato il 8 Gennaio 2026



