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Il tango e lo specchio

Come nelle previsioni, ‘Tango on Air’, lo spettacolo d’apertura della settima edizione del Bari International Tango, che giovedì scorso ha avuto luogo all’AncheCinemaRoyal, ha raccolto consensi. Un successo, questo sforzo dell’Associazione TangoOn di Paola e Tommaso Battaglia, che si può dire frutto di una preziosa sinergia : Da un lato la presenza di coppie di danzatori di caratura internazionale (Mariana Montes e Sebastian Arce, Roxana Suarez e Sebastian Achaval, Vanessa Villalba e Facundo Pinero) e di una talentosa formazione orchestrale (Talanin y Orquesta Tango en vivo’). Dall’altro il contributo una regia vivace, che reca la firma di Lorena Pasotti. Nell’idea di quest’ultima lo spettacolo assume le stesse cadenze di un classico spettacolo televisivo con pubblico in sala, con la differenza però che qui gli spettatori potevano vedere i conduttori (Silvia Cuccovillo e Mauro Del Sogno), ascoltarne le voci e ridersela anche del loro punzecchiarsi. Quasi un saggio breve sulla storia del tango dalle origini ad oggi, l’intervento delle due voci ha briosamente intervallato una lunga serie di esibizioni. Venendo a queste, ‘Tango on air’ ha confermato la tendenza del tango, da poco riconosciuto quale ‘patrimonio culturale dell’umanità’, a guardarsi sempre più allo specchio. Lo spettacolo è assicurato, sì, assai più di prima, anche, stante un livello di preparazione che regala virtuosismi da brivido, tuttavia, come già detto altre volte, che fine ha fatto lo spirito della milonga? L’accademia del tango enfatizza velocità e capacità plastica, ma dove più il sentimento autenticamente popolare, dove più la passione svincolata dalle lusinghe di un movimento che va codificandosi, che va avviandosi verso l’omologazione? Per illustrare il presente articolo si sarebbe potuto attingere alle centinaia di fotogrammi scattati nel corso di ‘Tango on Air’ o alle migliaia di immagini che la Rete offre a proposito di professionisti del tango. E invece si è preferita un’immagine nella quale non si ritrae virtuosi della danza, bensì gente comune, colta in una di quelle vecchie sale da ballo di Buenos Aires cui si accedeva per un pugno di pesos. Si osservi la tensione di quella mano femminile, l’espressione sofferta di lei. Quella donna non sta ballando, sta ‘facendo’ il tango. Ovvero, a certi livelli di tensione emotiva, qualcosa di vicino al far l’amore. A giudicare dallo sfumato e limitato contorno d’immagine, sembra che pure al di là della coppia in primo piano si faccia la stessa cosa. Un danzare collettivo? Qualcosa di più : un rituale collettivo, un omaggio genuinamente proletario e intenso ad un popolo e alla sua più alta espressione culturale.

Italo Interesse

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