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Il Tar sospende il progetto del nodo ferroviario nella zona di Lama San Giorgio

La terza sezione del  TAR Puglia, accogliendo l’istanza cautelare avanzata con ricorso RG 620/’22 da privati e Comitati territoriali, ha sospeso ai fini del suo riesame, a compiersi entro il 10 ottobre 2022,  il progetto della nuova rete ferroviaria nella zona sud di Bari di Lama San Giorgio, bloccando l’esecuzione del raddoppio di 10 chilometri dei binari e la variante di un tratto   della Statale 16 Adriatica  nel tratto Bari-Mola previsti dal grande progetto del Nodo Ferroviario finanziato con fondi CIPE,

L’ordinanza cautelare del TAR  rinvia al gennaio 2023 per la discussione del merito della questione, lasciando qualche mese di tempo alla Regione Puglia per rivedere il progetto alla luce della necessità di individuare aggiustamenti che   concilino la necessità di esecuzione di infrastrutture con  il non impatto del progetto dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Il Comitato Le Vedette della Lama, composto da privati cittadini,  ed il Comune di Noicattaro, rispettivamente difesi dall’avv. Giacomo Sgobba e Fabrizio Lofoco, contrapposto  dinanzi al TAR alla Regione Puglia, alla Città Metropolitana di Bari, alla Soprintendenza ,ai Ministeri di Cultura, Infrastrutture e Transizione Ecologica, e a  RFI ,ha così viste  accolte in via cautelare le proprie istanze attraverso la sospensioni della efficacia di una serie di provvedimenti asseritamente potenzialmente lesivi sia dei diritti degli abitanti di case collocate a sei metri dal fascio di binari previsto dal progetto, che del patrimonio ambientale ed archeologico, minacciati dal passaggio di binari autorizzato in deroga al piano paesaggistico regionale.

A parere dei ricorrenti, alternative localizzative e progettuali in salvaguardia dei diritti dei cittadini e del patrimonio ambientale e culturale sarebbero emerse nel corso del procedimento amministrativo, sebbene nemmeno indicate in fase progettuale

Il progetto, pur se nato con lo scopo di migliorare la viabilità attraverso lo snellimento del traffico, e quindi di aumentare la sicurezza dell’enorme flusso veicolare nella zona interessata dalla variante,ha incontrato sin da subito la strenua opposizione di comitati e sindaci, che hanno stigmatizzato da sempre la scarsa attitudine  dei progettisti  a considerare le opere ad eseguirsi nell’ottica della sostenibilità ambientale  e nel rispetto delle esigenze socio economiche del territorio.

A parere dell’ingegnere  di Tutela degli Ecosistemi, dott Barbara Valenzano, è opportuno e imprescindibile ripensare il progetto partendo da considerazioni   di vantaggiosità socio- economica per il territorio, e da valutazioni stringenti di impatto delle infrastrutture sull’habitat attraverso considerazioni anche di buon senso.

Anche i costi progettuali  previsti hanno formato oggetto  di ampia stigmatizzazione da parte dei ricorrenti, ritenendosi sproporzionata e assolutamente  ingiustificata la previsione dei costi in ben 30 milioni di euro per chilometro, , in assoluto la più alta in Europa per opere similari.

L’ordinanza del TAR  costituisce un primo importantissimo primo step ed un grande passo in avanti per la tutela dell’ambiente  e dei diritti dei cittadini secondo   Donato Cippone, di Onda Verde-Facciamo Rete , che non nasconde l’amarezza per aver dovuto ricorrere alle vie legali pur avendo piu volte preventivamente   interpellato sulla questione  il Sindaco De Caro, senza però ricevere disponibilità ad un confronto sereno e costruttivo, pur se su problematiche di grande interesse per l’intera collettività

 

Piero Ferrarese

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