Cultura e Spettacoli

Il tempo, l’audacia, le nuvole

Continua a registrare pienoni AbelianoDanza, la rassegna diretta da Mimmo Iannone e in corso al teatro di via Padre Kolbe. Segno eloquente della vivacità delle scuole e delle compagnie di danza pugliesi, che qui stanno facendo la parte del leone. Per l’appuntamento di mercoledì scorso, dedicato alla  sezione contemporanea, erano in cartellone tre performance . ‘Ricalcolo’ è una coreografia di Ada Triggianese che prende vita da uno spunto di Michele Napoletano e che ha per oggetto lo scorrere del tempo e le inevitabili considerazioni in proposito che prima o poi la vita impone. Clessidre in abbondanza sparse sul palcoscenico suggeriscono l’opportunità di un approccio diverso all’esistenza, se quello precedente è stato rovinoso. Adattarsi agli imprevisti vuol dire ‘ricalcolare’ un altro percorso esistenziale e fuggire per sempre dal vicolo cieco. Sebbene motivo di dolore, si afferma fra le righe del testo (recitato come meglio era possibile), il tempo resta alimento della speranza. Tutto ciò viene reso con un gesto brusco in apertura e via via meno duro, sino a tradursi in un movimento mite e accomunante. Ada Triggianese, Miriana Santamaria e Helena Colamussi esprimono energia, anche impeto, prima di cedere alla delicatezza necessaria alla comunicazione di una speranza che si fa strada come la luce in fondo al tunnel. Il successivo ‘|O|siamo’. di e con Alessandra Caito e Lidia Serini, sembra ideale prosecuzione del precedente lavoro. Una strada per uscire dalle sabbie mobili dell’esistenza può essere la leggerezza. Come due bimbe simpatiche e dispettose la Caito e la Serini si muovano tra non senso e ironia clownesca. Di fatto ‘|O|siamo’, piuttosto che un passo a due è gag a due. La gaiezza ludica che trasmette fa perdonare il latitare della danza. Infine ‘Atmos’, che in greco significa vapore. Siamo inconsistenti come nuvole davanti allo strapotere della vita. Eppure, risiede proprio in questa inconsistenza la nostra forza, giacché possiamo ritrovare unità. Il gesto potente, senza essere esuberante, di Vera Sticchi e Claudia Gesmundo, le quali danzano su musiche originali di Fabio Gesmundo, esemplifica il concetto. ‘Atmos’ è ritorno alla tradizione, pur all’interno di una visione moderna della danza, è espressione di equilibrio fra aspettative di spettacolo (che vuol dire pure scene, luci e costumi) e necessità di sfrondare il gesto del senso di artificioso e plastico nel quale troppo a lungo si è compiaciuto. – Prossimo appuntamento di rassegna, giovedì 15 febbraio, sempre al Nuovo Abeliano, con tre coreografie: ‘Sulle note di Bach’ di e con Vito Iacobellis, ‘Omaggio a Gershwin’ di e con Natascia Corradino e ‘Le quattro stagioni’ di e con Milena Di Nardo.

Italo Interesse


Pubblicato il 27 Gennaio 2018

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