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Il terzo mandato c’è, ma non per il sindaco Decaro

Riguarderà i sindaci dei Comuni fino a 5mila abitanti ed eleva a tre consecutive le possibilità per i Primi cittadini di realtà fino a 15mila. Oltre, salvo sorprese, resterà tutto invariato

E’ in arrivo per i sindaci italiani la possibilità di potersi candidare per un terzo mandato consecutivo, ma non per il Primo cittadino barese, Antonio Decaro (Pd). Infatti, se la bozza del decreto legge in materia di elezioni attesa per oggi in Consiglio dei ministri dovesse essere approvata, potranno candidarsi per un terzo mandato consecutivo i sindaci dei Comuni con più di 5mila abitanti e fino a 15mila, dove ora vige il limite di due mandati di fila, al pari dei Primi cittadini dei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, nei quali in base alla legge n.81 del 1993, – come è noto – l’elezione del sindaco avviene non solo con l’attribuzione di un premio di maggioranza per la coalizione di partiti che sostiene il candidato poi eletto sindaco, ma al primo turno per essere eletto Primo cittadino è necessario che  questo ottenga almeno il 50%+1 dei voti validi, diversamente il sindaco viene eletto al turno di ballottaggio, da svolgersi due settimane dopo tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto più voti al primo turno. La bozza di decreto, passibile di variazioni, che sarà esaminata oggi a Palazzo Chigi prevede la modifica dell’articolo 51 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, eliminando i limiti (ora di 3 mandati consecutivi) previsto per i sindaci dei Comuni fino a 5mila abitanti e per quelli con popolazione fino a 15mila l’elevazione del limite a tre mandati consecutivi. Mentre rimarrebbe invariata la norma che per i Comuni fino a 15mila abitanti l’elezione del sindaco avviene a turno unico, ossia viene eletto Primo cittadino il candidato che otterrà più voti. Il provvedimento di cui è attesa oggi l’approvazione precisa inoltre che i mandati svolti, o in corso, all’entrata in vigore del decreto si computano per l’applicazione delle disposizioni. A quanto si apprende, oggi il governo Meloni, con un altro decreto legge, fisserà anche la data di svolgimento delle elezioni per il Parlamento europeo ed in contemporanea, negli stessi giorni e orari, si dovrebbero tenere anche le consultazioni regionali ed amministrative nelle realtà in cui si andrà al voto anche per le elezioni locali. In caso di contemporaneo svolgimento, con quelle regionali e con un turno delle amministrative per i Comuni, terminate le operazioni di voto si procederà prima con lo scrutinio per le europee ed a seguire quello per le regionali e per ultimo lo spoglio delle schede per le comunali. Stante alcune indiscrezioni e salvo modifiche in Consiglio dei ministri, la bozza di decreto che fissa lo svolgimento delle prossime europee in Italia prevede che si terranno dalle ore 14 alle ore 22 di sabato 8 giugno 2024 e dalle ore 7 alle ore 23 del giorno successivo, ossia domenica 9. Subito dopo la chiusura delle operazioni di voto si procederà con lo scrutinio delle sole schede per il Parlamento europeo, mentre per la conta dei voti di regionali e comunali, nelle realtà dove previste, le operazioni di spoglio riprenderanno alle ore 14 di lunedì 10 giugno, secondo l’ordine innanzi riferito. Con il decreto di indizione delle elezioni europee si conoscerà automaticamente anche la data di scadenza per la presentazione delle liste e conseguentemente quella per le candidature regionali e comunali delle realtà chiamate al voto nel giugno 2024 per tal genere di consultazioni. Sta di fatto, però, che l’appuntamento elettorale di giugno dovrebbe essere fissato oggi in Consiglio dei ministri e formalizzato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ma la campagna elettorale è già iniziata da parecchio tempo, tra le forze politiche che scenderanno in campo, sia con le polemiche e la ricerca dei candidati da mettere in lista che dei “grandi elettori”, che dovranno poi sostenere i partiti per i costi organizzativi e di propaganda. Ma questo è un altro discorso.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 16 Gennaio 2024

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