Cronaca

Il topo della discordia continua a far parlare di sè

“Resto deluso non solo da quanti han messo in dubbio la veridicità e l’attualità della mia foto ma anche e soprattutto dalla mancata risposta del sindaco al mio intervento che invece sembra aver suscitato solo dell’ironia e un conflitto politico che a mio parere dovrebbe esser messo da parte su una tematica così seria. Amo la mia città e il mio intento era solo quello di portare all’attenzione del primo cittadino un problema mio e di molti altri”. L’autore della foto del famoso topo di corso Vittorio Emanuele, fotografato lo scorso sabato notte mentre indisturbato passeggiava su una delle palme del borgo murattiano,esce allo scoperto e dice la sua sulla nuova polemica sollevata dal sindaco Emiliano. Insomma, il topo continua a far parlare di sé. La foto incriminata, ricordiamolo, ritraeva un topo dalle dimensioni notevoli e ha destato per questo particolare scalpore, portando i cittadini schifati a chiedersi se è mai giusto dover vivere in queste condizioni e reclamando quanto prima opere di disinfestazione e derattizzazione, che evidentemente non sono state condotte adeguatamente finora. Chiamato direttamente in causa sulla sua bacheca, tuttavia, il sindaco Michele Emiliano si prende un po’di tempo prima di sfoggiare una delle sue oramai tipiche risposte e anziché spiegare se e come sono stati eseguiti i lavori di derattizzazione che l’amministrazione comunale deve garantire alla cittadinanza e come intende pertanto procedere, vista la segnalazione, con un colpo da maestro devia l’attenzione dal problema in sé, il topo, alla concausa, ossia la presenza delle palme. Infatti, spiega, è colpa della precedente amministrazione del centrodestra se quel topo si trovava lì, lo scorso sabato sera, in corso Vittorio Emanuele: con un’ironia da fare invidia ai comici di Zelig scrive (lui o chi per lui), sempre sulla sua bacheca, che “su consiglio del suo avvocato il topo ha deciso di non rispondere alle domande del Presidente dell’Amiu Grandaliano che chiedeva se fosse stato mandato da D’Ambrosio- Lettieri o da Ferorelli o da Cea. Si è appreso invece – da indiscrezioni non confermate- che il grosso roditore proviene da una tana sopravvissuta alla distruzione della città di Bari da parte del Re normanno Guglielmo il Malo. Insomma il topo sarebbe di stretta origine barese e nulla avrebbe a che vedere con una provocazione dell’opposizione! Se così fosse i patetici tentativi di Grandaliano di dare la colpa al PDL sarebbero miseramente falliti!” Che dire, invece, dei suoi, di patetici tentativi di dare la colpa all’opposizione per aver piantato le palme? Insomma, se non ci fossero state le palme, non ci sarebbero stati nemmeno i topi: la loro presenza non sarebbe dovuta a una scarsa e sottovalutata politica di prevenzione o di un’inadeguata (e in alcuni casi inesistente) pulizia delle strade. Nel commento successivo, infatti, si legge: “Ma chi ha sempre sconsigliato alla destra padrona di questa città di piantare palme in centro perché queste non sono adatte al nostro habitat ed attirano i topi? Vi ricordate la fissazione di Di Cagno Abbrescia per le palme? D’Ambrosio ha anche la memoria di un vecchio computer a 20mega dell’Olivetti e si dimentica che mettere a disposizione dei topi centinaia e centinaia di palme piantate dal PDL non è stata proprio una buona idea. Ma come dobbiamo fare con questi scocchiati che non ricordano e commentano politicamente sui topi che mangiano datteri sulle palme che la loro amministrazione ha piantato contro il parere di tutti gli esperti della città e del centrosinistra dell’epoca?” E come dobbiamo fare, invece, noi poveri cittadini, sballottati continuamente con queste penose diatribe politiche da politicanti che approfittano persino di un topo per non affrontare di petto i problemi e sputarsi addosso accuse e sentenze che sfiorano il ridicolo? “Incompetenti, smemorati, politicamente sprovveduti, inutilmente provocatori di fronte al desiderio di non drammatizzare un evento che ogni giorno accade in tutte, dico tutte, le città del mondo. Patetici fino in fondo”, continua Emiliano all’interno dello stesso commento, ma basta un minimo di buon senso oltre che di oggettività per non farsi convincere e capire che, destra o sinistra, sono tutti della stessa pasta. Pur di non ammettere le proprie colpe e mancanze, poi, c’è anche chi tenta di rispedire al mittente l’accusa di scarso impegno: i tecnici dell’Amiu, infatti, hanno persino insinuato che la foto non sia vera e che si tratti di un fotomontaggio: sfoggiando competenze da tecnici informatici affermano infatti che taglio e angolazione della foto (scattata, sottolineiamo, con un cellulare, non certo con un’apparecchiatura professionale) scatenerebbero dubbi sull’autenticità della stessa, e viene da sé, dunque, che si tratti sempre di un’ingegnosa macchinazione per gettare fango sul loro ineccepibile lavoro. Peccato che il ragazzo che l’ha scattata sabato sera ha tutte le prove per dimostrare che la foto non è stata in alcun modo manipolata prima di essere pubblicata sulla bacheca di Emiliano scatenando, così, il putiferio. In ogni caso, fanno poi sapere sempre dall’Amiu che sono stati eseguiti ulteriori lavori di derattizzazione (che, tra l’altro, erano stati compiuti anche quello stesso sabato sera e quindi ancora non ci si spiega come mai quel topo così grosso razzolasse tranquillo e sereno…Ma a quanto pare è colpa della palma!), anche ieri mattina e che, quindi, i cittadini possono dormire sonni tranquilli perché il nemico sarebbe stato debellato. Almeno fino alla prossima segnalazione.

 

Lorena Perchiazzi


Pubblicato il 15 Novembre 2012

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