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“Il turismo barese resta pur sempre e ancora un ibrido”

Nonostante la tendenza sia molto positiva ed anche in espansione, il turismo barese resta pur sempre ed ancora un ibrido. E’ la tesi di un autorevole esperto, Mimmo Bracciodieta, Presidente Regionale Conferenza delle Coooperative Cultura e Turismo. Con lui, dopo l’annuale Work Shop Summer 2019 tenutosi di recente presso l’aeroporto di Bari, facciamo il punto della situazione.

Presidente Bracciodieta, possiamo essere soddisfatti per quello che riguarda il turismo a Bari?

“I numeri e la tendenza ci sorridono e questo innegabilmente è una cosa positva, possiamo ritenerci soddisfatti, ma non basta”.

Che cosa vuole dire?

“Bari, da un punto di vista turistico, non ha ancora le idee molto chiare. Mi sembra, per semplificare, un ibrido. Vi è, dunque, bisogno di chiarezza e di sana progettualità cose che non sempre sono presenti. In sintesi, non riscontriamo adeguata programmazione, un giorno seguiamo l’evento di San Nicola, un altro i congressi, altro ancora le crociere, si procede a fiammate, però latita la visione globale, il piano strategico, saper indicare priorità e soprattutto identità”.

Magari il turismo religioso…

“Certo, è una miniera. Qui abbiamo San Nicola, il santo più amato nel mondo, però non è adeguatamente valorizzato in ottica turistica. Penso che questo tipo di turismo, quello religioso e spirituale, meriti un incentivo, anche per destagionalizzare i flussi, le offerte e le presenze. Abbiamo il dovere dell’ internazionalizzazione di proposte e presenze”.

Il presidente Fiavet Innocenti, tempo fa, ha dichiarato che bisogna ringraziare sia Aeroporti di Puglia sia le compagnie aeree low cost, condivide?

” In parte ha ragione ed è vero che queste compagnie siano una buona opportunità. Però occorre fare di più in modo da incrementare gli arrivi rispetto alle partenze. Vi sono alcune tratte inutili e ritengo che sia bene dare impulso ai voli che provengono dal nord Europa o dalla Russia”.

Servizi: a volte nei luoghi turistici da queste parti non sempre si parlano lingue straniere e i forestieri sono salassati spesso da prezzi esorbitanti, specie al ristorante…

“Ha ragione. Questo è il grande problema dell’offerta turistica e della sua qualità, il tutto legato all’ adeguata formazione del personale. Penso che sia indispensabile sapere le lingue, almeno l’ inglese. Quanto ai ristoratori, fortunatamente una minoranza, che bastonano il cliente straniero o forestiero con prezzi assurdi,  bisogna dire che sono degli irresponsabili. Siamo davanti ad una piaga che riguarda ancora una volta la politica dell’ offerta turistica e dell’ accoglienza. Chi è bravo e si comporta correttamente, purtroppo, è colpito indirettamente da chi lavora male. Infatti, il turista non torna più se salassato o sgradevolmente sorpreso. In poche parole, dalle azioni negative sono travolti gli operatori corretti, ed è un danno”.

Affittacamere e B&b irregolari, un problema?

” L’ abusivismo è un problema ad ogni livello e va combattuto. Occorre procedere sempre nella legalità e saper fare chiarezza, senza con questo mettere sotto accusa tutta la categoria”.

Bruno Volpe

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