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Il verde Leccese è il “solo” che ride dopo un lungo conflitto interno ai progressisti

L’elezione schiacciante a sindaco del capo di Gabinetto di Antonio Decaro

Terminato il turno di ballottaggio a Bari con l’elezione schiacciante a sindaco di Vito Leccese (70,3%), capo di Gabinetto del sindaco uscente Antonio Decaro, ed a Lecce con il ritorno alla guida della città di Adriana Poli Bortone (50,7%), che per una manciata di voti ha sconfitto il Primo cittadino uscente di centrosinistra, Carlo Salvemini, che al secondo turno si è fermato al 49,3% dei consensi. Quella del capoluogo salentino è stata una battaglia molto combattuta già al primo turno, quando Poli Bortone ha sfiorato la vittoria per appena 25 voti mancanti a raggiungere il traguardo del 50%+ 1 dei consensi, mentre a Bari il centrodestra unito è riuscito a portare al ballottaggio il proprio candidato sindaco, il leghista Fabio Romito, solo grazie al fatto che il campo largo dei progressisti si era diviso al turno dell’8 e 9 giugno scorsi, con Michele Laforgia, sostenuto da Sinistra italiana, Socialisti, +Europa ed M5S, da una parte, e Leccese da Pd e Verdi dall’altra. Infatti, al primo turno Leccese ha ottenuto circa il 48% dei consensi e Laforgia oltre il 21%, mentre Romito già 15 giorni fa non era riuscito a raggiungere il 30% dei voti validi. Dato, quest’ultimo, confermato anche al turno di ballottaggio, dove però la percentuale dei partecipanti al voto nei 345 seggi di Bari si è praticamente quasi dimezzata, passando dal 60% del primo turno a circa il 38% di domenica e lunedì scorsi. Infatti, al secondo turno i baresi che si sono recati a votare sono stati complessivamente poco più di centomila e di questi il 70% ha scelto il nome di Leccese. In altri termini, l’erede di Decaro subentrerà alla guida di Palazzo di città rappresentando circa ¼ dell’elettorato complessivo barese, che nel secondo turno non si è recato a votare per un 62% circa. A Bari la coalizione dei progressisti ha fatto l’en-plein anche questa volta, come nel 2019, per l’elezione dei presidenti dei cinque Municipi di decentramento cittadino, dove dal centrosinistra sono state conquistate le presidenze del I, II e IV Municipio al primo turno e quelle del III (San Paolo-Stanic- Fesca e San Girolamo) e V Municipio (Palese e Santo Spirito) al secondo turno. Il ministro pugliese del governo Meloni, Raffaele Fitto (Fdi), ha espresso grande soddisfazione per l’elezione a sindaco di Lecce della Poli Bortone, che – come è noto – ha battuto un sindaco che correva per la riconferma. Fitto, inoltre, ha affermato che “È evidente che i leccesi hanno premiato l’unità della coalizione, ma soprattutto l’esperienza e la forza propulsiva che Adriana ha come caratteristiche umane e politiche”. Mentre nessun commento è stato rilasciato dal ministro pugliese per il Sud ed il Pnrr circa l’ennesima disfatta del centrodestra alle amministrative baresi, dove la coalizione attualmente di governo del Paese, dopo vent’anni consecutivi di opposizione al Comune di Bari, anche questa volta non è riuscita a conquistare non solo la guida del Palazzo di città, ma neppure quella del V Municipio di decentramento comunale, ossia quello di Palese e Santo Spirito, che – come è noto – è la roccaforte elettorale del presidente provinciale barese di Fdi, nonché consigliere regionale e neo-eurodeputato del partito di Giorgia Meloni. La magra consolazione del centrodestra barese è solo quella di essere riuscito a portare Romito al ballottaggio, insieme a due candidati presidenti di centrodestra Filippo Colonna e Krizia Colaianni, rispettivamente del III e V Municipio. Infatti, ha commentato il coordinatore pugliese di Fdi e sottosegretario alla salute Marcello Gemmato: “Innanzitutto bisogna fare gli auguri a Vito Leccese. Il rammarico che esprimiamo è che Leccese diventa sindaco con una bassissima affluenza al voto, un unicum nella storia politica di Bari. Spinti dalle cronache giudiziarie degli ultimi mesi, forse, molti baresi hanno inteso non partecipare al voto perché disgustati”. Gemmato ha poi aggiunto: “Oggi ripartiamo da un centrodestra che arriva al ballottaggio dopo molti anni, che ha dimostrato di essere in partita e di avere una classe dirigente alternativa”. “Ma – si chiedono con sorpresa alcuni elettori baresi – una classe dirigente che a livello locale non riesce sistematicamente a vincere una battaglia da ben vent’anni può definirsi tale effettivamente, oppure trattasi semplicemente di personalità che sono delle ‘monadi’ politiche a carattere individualistico e senza alcuna capacità di squadra, che – come è noto – è da sempre la caratteristica necessaria per vincere le elezioni locali con questo sistema elettorale?” A conferma di tale ipotesi vi è il ringraziamento di Gemmato a Romito “per lo straordinario contributo dato” e ritenuto “ragazzo bravo ed esperto” che a Bari si è speso evidentemente con tutte le sue giovani energie per tentare di vincere una battaglia difficile, per la quale sarebbe stato sicuramente necessario uno sforzo maggiore da parte di tutta la classe dirigente politica del centrodestra locale, oltre che una reale compattezza di squadra. Infatti, nella realtà barese il divario di voti registrato nei partiti del centrodestra, ma soprattutto per il partito di Fdi, tra il consenso riportato alle europee e quello alle amministrative, è sintomatico dello scollamento esistente nella coalizione del centrodestra cittadino. Invece, il neo sindaco di Bari, Leccese, giunto al suo comitato elettorale, ha dichiarato: “Mi ha chiamato Elly Schlein (ndr – segretaria nazionale dei Dem) che è venuta 3 volte qui, l’ho sentita vicina e fiduciosa anche quando era spaventata dalla divisione della coalizione”, però “oggi possiamo festeggiare la vittoria del centrosinistra unito”. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto Leccese – riprenderemo con la coalizione ritrovata le fila della tessitura della squadra di governo”. “Dopodiché – ha proseguito il successore di Decaro – credo che dovrò anche ritornare nei posti dove ho fatto la campagna elettorale”, perché “vorrei essere in particolare modo il sindaco di tutti coloro che non hanno partecipato al voto perché non credono più nel potere della politica sul loro futuro, vorrei restituire loro la fiducia nelle istituzioni, in quella che Antonio Decaro ha trasformato nella istituzione dei cittadini. Cercherò di continuare nel solco di questa esperienza”. In fine, il neo Primo cittadino barese ha ringraziato le liste e i partiti che dal primo turno lo hanno sostenuto e i responsabili dei diversi gruppi politici che hanno sostenuto la sua candidatura partecipando al tavolo della coalizione. Leccese ha ringraziato anche l’altro candidato del centrosinistra e M5S (ndr – Michele Laforgia) che, dopo essere arrivato terzo al primo turno, lo ha appoggiato lealmente, pur avendolo costretto a una campagna faticosa al primo turno, ma alla luce della comunanza politica e della amicizia da 15 giorni gli ha consentito, insieme alla coalizione che lo aveva sostenuto, di ritrovarsi uniti dalla stessa parte di ideali e valori che li ispireranno nel governo della città. In definitiva, alla fine di questo lungo ed estenuate conflitto partito a luglio dello scorso anno e tutto interno alla coalizione dei progressisti baresi, il “verde” Leccese è il “solo” che ride in una città tutt’ora sommersa dall’eco delle vicende giudiziarie di alcuni mesi fa e forse non ancora concluse. Oltre che dallo spettro di un’opposizione di centrodestra praticamente inesistente ed allo sbando, nonché dal rischio di un eventuale commissariamento per le inquietanti “ombre” che quelle stesse vicende hanno addensato sul Comune capoluogo della Puglia.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 25 Giugno 2024

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