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Imbrattato il muro di cinta del carcere di Bari…e se abolissero gli imbecilli!

La spregiudicatezza, la tracotanza o se volete il coraggio dei nostri “writers” ha raggiunto vette incredibili: come si fa a scrivere ‘abolite la polizia’ (non sappiamo se quella penitenziaria soltanto, o anche la polizia di stato, polizia locale e metropolitana in generale…bisognerebbe chiederglielo) proprio sulle mura di cinta dell’istituto penitenziario barese? Possibile che i nostri baldi imbrattatori non abbiano tenuto in considerazione il rischio che potessero esserci delle telecamere che vedono fuori dal carcere, a immortalare le loro gesta? Ora la domanda sorge conseguenziale: qualcuno pagherà per questo gesto provocatorio, quanto inutile, stupido e insensato? O si trattava di quelli che al Comune di Bari stavano cercando per rendere più belle e colorate le facciate di strutture pubbliche e private in abbandono? Mah, non è nemmeno il caso di spiegare a questi ‘pennellatori folli’ che, chiunque sia al governo in un consesso (…che si dice) civile, ci vuole per forza un organo sovraordinato che fa valere regole e leggi. Altro che ‘…abolite la polizia’ che, come declamava Gaber nei suoi monologhi, quando la cerchi…non c’è mai! Di certo non bisogna essere avvocati, giudici o notai per comprendere la necessità di far valere regole minime per la convivenza, ma spiegarlo a chi imbratta muri, mura e muretti, equivarrebbe a parlare a…un muro!

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