Cronaca

Imminente la trasformazione in spa della Popolare di Bari? L’Aduc: “E’ un falso problema”

La sentenza del 21 Marzo scorso della Corte Costituzionale con cui ha respinto come infondati i dubbi di costituzionalità sollevati dal Consiglio di Stato sull’obbligo per le prime 10 banche popolari italiane (tra cui quella di Bari che figura come ultima nella graduatoria delle grandi cooperative di credito) di trasformarsi in società per azioni, ha riacceso le speranza di molti soci della Banca popolare di Bari sulla possibilità di smobilizzo dei capitali investi e, quindi, di vedersi rimborsare il controvalore delle  azioni dell’Istituto di credito barese ad un prezzo non troppo ridotto rispetto a quello di acquisto, quando ci sarà, a breve, la trasformazione societaria dell’istituto barese, imposta per legge e rimasta per circa un anno e mezzo congelata proprio a seguito delle eccezioni di costituzionalità al vaglio della Corte. Però, a spegnere sul nascere le speranze di molti dei soci della Bpb in attesa di smobilizzo dei propri risparmi azionari è intervenuta l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che con una nota ha chiarito che “l’obbligo della trasformazione in Società per Azioni e il relativo diritto di recesso fossero dei falsi problemi in relazione al prezzo delle azioni ed al futuro della stessa banca, perché, se le banche interessate dall’obbligo di legge avessero dovuto rimborsare i soci dissenzienti a far parte della nuova compagine societaria, tali istituti sarebbero falliti prima ancora della loro conversione in spa. Quindi, “ora che la Corte Costituzionale ha finalmente posto la parola fine alla questione, possiamo occuparci della sostanza delle cose”. E la sostanza per l’Aduc è il prezzo delle azioni della Banca Popolare di Bari, passato già qualche anno fa da Euro 9.53 a 7.50, che è destinato a precipitare ulteriormente. Infatti, ci si chiede nella nota: “Quanto deve ancora scendere il prezzo delle azioni” della Banca barese destinata nel giro di qualche mese a trasformarsi in spa? Ed a dare la risposta è  la stessa Associazione di utenti e consumatori con sede nazionale a Firenze (da dove è stata emessa la nota oggetto del presente servizio), che a seguire pronostica: “Molto. Anche la metà, ed oltre, dall’attuale quotazione di Euro 5.70 paragonando i multipli di bilancio cui sono trattati sul mercato gli istituti paragonabili”. Infatti, la nefasta previsione di Aduc per i soci della Popolare di Bari si basa su “ la forte opacità dell’attuale management che – a loro dire – impedirebbe di approfondire, come da loro già fatto notare  per i precedenti esercizi, gli accantonamenti per i rischi sui crediti concessi, che – sempre a detta di Aduc – “appaiono molto scarsi”. L’Associazione prosegue il comunicato con l’accusa  agli amministratori della Bpb di aver avviato, a giugno dell’anno,la negoziazione delle azioni nel sistema multi-laterale Hi-Mtf  al solo scopo di guadagnare tempo, in quanto il regolamento consente di rivedere solo ogni due mesi, e in maniera limitata, i prezzi che è possibile immettere nelle aste settimanali. E di bimestre in bimestre, il prezzo delle azioni Popolare di Bari alle “aste toste” dell’Hi-Mtf è calato da Euro 7.50 a 5.70, ma di compratori – rileva inoltre l’Aduc – non se ne vedono. E, forse, – afferma ancora l’Associazione di tutela dei diritti di utenti e consumatori – “non se ne vedranno fino a quando non ci sarà possibilità di fare un vero prezzo a cui si possano incontrare la domanda e l’offerta”. Pero, il problema dell’attuale situazione dell’Istituto bancario barese – avverte ancora Aduc nella sua nota – non riguarda solo gli azionisti, ma tutti la clientela  della Banca Popolare di Bari, che ha collocato sul mercato del risparmio anche obbligazioni subordinate, che – come è ormai noto- è una categoria di bond che sarebbe coinvolta in caso di dissesto. Mentre i possessori di obbligazioni non subordinate devono comunque stare molto attenti e massima attenzione deve essere prestata anche da chi detiene depositi superiori a centomila euro o depositi esclusi dalla copertura, perché anche queste ultime categorie di risparmiatori potrebbero subire – sempre secondo Aduc – danni da un’eventuale criticità economico-finanziaria dell’Istituto. Tuttavia è la stessa Associazione di tutela che nella stessa sua nota, proseguendo, ha affermato: “Ciò non vuol dire che reputiamo la Popolare di Bari destinata a sicuro fallimento, ma è un dato di fatto che a Bari si sta svelando una situazione molto simile ad altre realtà finite molto male: una banca popolare i cui azionisti – fino alla modifica normativa del 2013 – ‘vivevano in un mondo a parte’ rispetto ai prezzi di mercato, il valore delle azioni fissato dal Cda della banca e mai abbassato negli anni della grande crisi e fino a due anni fa, forti dubbi sulla solidità dei crediti dell’istituto, azionisti ‘scavalcati’ nel registro cronologico delle vendite.

Allora, che fare per i soci di Bpb in attesa di smobilizzo dei titoli azionari? Di certo, a breve, la Banca barese (insieme alla Popolare di Sondrio, l’altro Istituto soggetto all’obbligo e non convertitosi) si trasformerà in spa, in ottemperanza all’obbligo di legge ritenuto costituzionalmente legittimo dalla Corte. Come pure certo è “il sol fatto – ha pure evidenziato l’Aduc stessa a conclusione della nota –  che le azioni siano invendibili non attribuisce (ndr – automaticamente) il diritto al risarcimento, ma occorre verificare caso per caso se la Banca ha rispettato la normativa sia al momento del collocamento o della negoziazione, sia in seguito, con particolare riguardo alla disciplina degli strumenti finanziari illiquidi”. In definitiva, solo i giudici possono stabilire, caso per caso, se c’è e di quanto sarebbe un eventuale danno economico per gli azionisti. Ma – come è pure noto – le cause sono quasi sempre lunghe e costose. Per cui, il consiglio dell’Associazione, sembrerebbe essere quello di approfondire, prima di avventurasi in questo genere di contenziosi o, quantomeno, tentare altre vie più veloci, per cercare di recuperare i propri investimenti. Ed in molti in Puglia confidano anche in un rilancio dell’Istituto bancario barese dopo la sua trasformazione in spa. Ed in tal caso, anche i timori e le ansie di coloro che gli hanno dato fiducia, affidandogli i propri risparmi, non avrebbero più ragion d’essere. C’è da augurarselo.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 27 Marzo 2018

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