In attesa di proclamazione, Decaro e le forze di maggioranza intensificano le trattative
I "nodi" da sciogliere per il neo eletto governatore pugliese sono parecchi e non soltanto sul fronte politico

La proclamazione ufficiale del neo governatore pugliese, Antonio Decaro (Pd), e degli eletti in consiglio regionale – a quanto pare – difficilmente arriverà prima dell’inizio del prossimo anno e, conseguentemente, anche la formazione del nuovo esecutivo regionale avverrà dopo l’ufficializzazione degli eletti. Però, il neo presidente Decaro e le forze della sua coalizione, compreso quelle che in via ufficiosa non avrebbero alcun rappresentante in consiglio, poiché potrebbero non aver superato la soglia del 4% dei voti del candidato presidente (conteggi e verifiche sono tuttora in corso), sono da tempo alacremente al lavoro in modo da non perdere ulteriore tempo dopo l’insediamento ufficiale del neo governatore e del nuovo consiglio e procedere rapidamente con gli adempimenti di rito dell’Assemblea (elezione del suo presidente e dell’Ufficio collegato, designazione dei capigruppo, formazione delle commissioni consigliari permanenti, etc.) e la nomina degli assessori da parte del nuovo governatore. Infatti, le trattive sia tra i partiti di maggioranza che all’interno degli stessi sono iniziate già qualche giorno dopo la consultazione elettorale e stanno proseguendo senza sosta anche con Decaro che, oltre a preoccuparsi della riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, dovrà dire la sua in tutte le trattative avviate e che, volendo o non volendo, comunque non possono prescindere dalla sua opinione e, per taluni ruoli (vedi assessori, etc.), dalla sua volontà. Per quanto riguarda i dieci nomi dell’esecutivo, la questione è esclusivamente nelle mani del neo presidente Decaro anche se quest’ultimo, come è noto, non potrà prescindere dalle intese con i Gruppi delle forze politiche di maggioranza che saranno presenti nell’Aula barese di via Gentile. L’unica certezza, per ora, è che almeno 8 su 10 dei posti da occupare dovranno essere scelti (come prevede lo statuto della Regione Puglia) necessariamente tra gli eletti in consiglio ed eventualmente solo due potranno essere nomi sterni all’Assemblea. Un’ipotesi molto probabile è invece quella che Decaro possa formare un esecutivo nel pieno rispetto della parità di genere, ossia composto da 5 (o al massimo 6) uomini e le restanti caselle al femminile. Un’altra ipotesi è quella che il neo governatore potrebbe rinnovare interamente la compagine della Giunta, nel senso che potrebbe non portare nell’esecutivo alcuno degli assessori uscenti riconfermati in consiglio. Ipotesi più concrete circolano invece per le indicazioni del rispettivo capogruppo da parte delle forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Infatti, per tale indicazione la partita all’interno di ciascun Gruppo consigliare potrebbe essere alquanto ristretta, poiché i pretendenti a tale ruolo in ciascun gruppo, eccettuati il Pd e Fdi che hanno le formazioni più numerose, sarebbero al massimo un paio. I problemi maggiori, invece, riguardano sia la spartizione dei posti in giunta che quelli derivanti dalle compensazioni da attribuire ai consiglieri che saranno esclusi dalla cooptazione di Decaro per l’esecutivo. Ma per Decaro il “balletto” per le quadrature, tra i partiti ed all’interno di ciascuno di questi, è appena agli inizi e di certo non sarà facile, considerato che il personale politico che animerà l’Aula di via Gentile non è di certo paragonabile quello di un consiglio comunale, dove – come è noto – le esigenze di rispetto della territorialità sono alquanto minimali e quelle dei risvolti politici nei rapporti tra i partiti, sia a livello regionale che nazionale, sono praticamente ininfluenti. Ed è, forse, proprio su questi ultimi che in futuro si giocherà la stabilità del nuovo governo regionale.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 20 Dicembre 2025



