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In aumento il ‘tesoretto’ delle multe, ma le strade restano poco sicure

Le norme indirizzano obbligatoriamente quei proventi anche per migliorare le nostre strade, invece...

E’ il comune capoluogo di provincia della Puglia che, l’anno scorso e secondo i dati a disposizione, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada. Il dato, come detto, emerge dall’analisi realizzata dal Siope, sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici. Seguono nella graduatoria regionale Taranto (3,2 milioni), Brindisi (quasi 1,9 milioni) e Trani (quasi 1,4 milioni). Ultimi posti per Andria (876.000 euro), Foggia (795.000 euro) e Barletta (768.000 euro).  In totale, nel 2023, i comuni capoluogo pugliesi analizzati hanno incassato più di 21 milioni di euro. Guardando al valore pro capite, calcolato come rapporto tra i proventi e il numero di abitanti residenti, al primo posto si conferma Bari, con circa 13 milioni di euro in totale e una “sanzione pro capite” pari a 41 euro, seguita da Trani (25 euro) e Brindisi (23 euro). Restringendo l’analisi ai comuni pugliesi con meno di 6mila e 500 residenti, in vetta alla classifica si posiziona Sammichele di Bari, con più di 2,3 milioni di euro da multe stradali alle famiglie, seguito da Melpignano, che conta 2mila abitanti e quasi 1,1 milioni di euro di incassi. A proposito: che fine fanno i proventi delle contravvenzioni stradali?, ma soprattutto non è che alla fine le contravvenzioni appioppate agli automobilisti costituiscono una specie di tassa surrettizia? Andando indietro nel tempo e studiando il tesoro delle multe”, realizzato sui maggiori comuni e città metropolitane, è stato stabilito che nel decennio 2001-2010 il provento degli odiati bigliettini affissi ai tergicristalli delle nostre auto, è stato d’una ventina di miliardi di euro. Un bel ‘tesoretto’, non c’è che dire. E se a Bari la recrudescenza delle contravvenzioni è sotto gli occhi di tutti, quasi che i caschi bianchi baresi avessero ricevuto direttive precise per dispensare multe a destra e a manca, per divieto di sosta, sulle strisce pedonali o anche solo per aver fermato un attimo sull’intersezione stradale (costo 85 euro, poco più ci cinquanta pagando entro cinque giorni direttamente con bonifico o c/cp) alla fine Milano è risultata in assoluto la più cara per le contravvenzioni, con 158 milioni di euro, dato emergente già dal 2017 dallo studio effettuato dal centro studi Impresa/Lavoro e sempre a partire dai dati del Siope (Sistema Informatico sulle operazioni degli enti pubblici). Ma torniamo alla nostra ex <<Municipale>> di Bari, che fino a qualche anno fa incassava mediamente 8.871.628 euro all’anno che significava una spesa di 32,10 euro per ogni cittadino maggiorenne. Ma ripetiamo: che fine fanno tutti questi soldi incassati direttamente dalle Casse Comunali? la legge indica chiaramente la “strada” da seguire per investire quei proventi, vale a dire reinvestirli per migliorare l’assetto e lo stato delle nostre strade col 50% degli introiti ripartito tra il miglioramento della segnaletica (almeno il 12,50%), controlli della polizia locale (almeno il 12,50%), e manutenzione – come detto – delle strade, compreso sicurezza utenti deboli, educazione stradale (25%). E così, infine, nessuno si scandalizza se, nonostante la consistenza dei proventi di multe e oblazioni, non si riesce ancora a incidere sulla sicurezza stradale a Bari come in molti altri centri urbani e strade extraurbane, quando si tratterebbe di riversare i proventi delle contravvenzioni su ben determinati capitoli del bilancio comunale.

Francesco De Martino


Pubblicato il 28 Maggio 2024

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