Il Libertà pronto alla piazza: “Non è più vita, con questi africani…”
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Bianca Lancia, quel matrimonio riparatore
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In breve quasi quotidianamente (1)

Stamane Riflettevo sul fatto che, nonostante certi, si fa per dire, politici locali siano stati, siano, continuamente, infilzati da critiche motivate dalla loro latina mediocrità, sul loro volto non appaiano segnali di rossore, il colore della vergogna. Tra parentesi, prima di andare oltre, vorrei Precisare che il non alto Spessore Intellettuale, Culturale, Etico, ovviamente, Politico di taluni rappresentanti dei condòmini del condominio “selvaggio”, nell’”Incipit” di questo nostro Scritto, da NOI, purtroppo, depositati, non è una maledizione da circoscrivere solo nei periferici orizzonti: potere e poteruculi, a livello internazionale, nazionale, locale, sono, ognora, stati, sono, saranno domani, non, probabilmente, ”sed”,certamente, espressione della mediocrità di chi, provvisoriamente, li ha detenuti, li detiene, li deterrà. In quanto la democrazia si fonda, esclusivamente, sulla quantità, sul peso del numero; quindi, coloro che sono stati, sono, saranno innalzati al potere in un regime democratico non potranno non diffondere il mefitico odore di una quantità, di un peso senza qualità. Fu, è, sarà, invece, il “pleroma” dei tempi e delle circostanze, che in questa sede non possiamo analizzare, che scolpì, scolpisce, scolpirà in tizio, in caio, in sempronio i connotati del tiranno, dell’autocrate, dell’autoritario. Quando alla pienezza, subentrò, subentra, subentrerà un rinnovato vuoto, tizio, caio, sempronio, svanirono, svaniscono, svaniranno in esso. Nulla fecero, fanno, faranno per ottenere le stimmate della tirannia, nulla poterono, data la loro pochezza, per evitare di precipitare nel vuoto. Orbene, Parlavamo, testé, di facciume senza rossore e vergogna. Per forza, avrebbe Sentenziato una nostra vecchia Zia: ”I certuni, di cui parli, hanno la faccia dei mascheroni di fontana!” E sì, infatti, i mascheroni di fontana sono tirati alla visibilità dei vedenti, non degli Appercepenti, perciò, disattenti mortali, dalla pietra (se i miei 25 Lettori Mettessero un po’ d’Impegno, sarebbero in grado di Individuare qualcuno dei “sine nomine” di cui, sopra, ho Questionato e Questiono), che è impermeabile alla Parola, ma si lascia attraversare dalla “gutta” e dal tempo, giustappunto in milioni di anni. Ecco la ragione per la quale le facce di pietra sopravvivono nel letame politico ai marosi delle valutazioni negative sui loro atteggiamenti, comportamenti, sul loro operato, non di rado, stendendo i piedi nel loro letto, da pietro (che nell’al di là, per non fondersi nella noia, non ha bisogno di drammatizzare inutili forme di dialettica manichea tra buoni e cattivi) salvati dalla lama di qualche libertario alfieriano. Il tempo e la ”gutta” non agiscono nel breve periodo della vita degli “animalia” (esseri viventi), con la delittuosa, tragica conseguenza che molti di costoro nei millenni, sia nelle piccole, sia nelle grandi zolle del pianeta, hanno continuato continuano, continueranno a passarsi il testimone della loro, a volte, crudele, feroce fellonia, anche, grazie al vile, qualunquistico sonno della plebaglia.

Pietro Aretino, già detto Gaetano Avena

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