Primo Piano

In caso di ballottaggio si potrebbe determinare uno scenario inatteso

Al primo turno il centrosinistra spaccato lascia presagire l'elezione del sindaco al secondo turno, ma con esito difficilmente prevedibile

L’elezione diretta del sindaco, a distanza di 31 anni da quando è entrata in vigore, ha dimostrato che i programmi di governo cittadino degli aspiranti alla carica di Primo cittadino, per gli elettori finiscono quasi sempre in secondo piano rispetto alla personalità e notorietà dei canditi a sindaco che, inutile negarlo, diventano fattori prevalenti sui temi e sulle problematiche collettive. Infatti, ciò che più importa agli elettori, anche nelle elezioni locali, sono le coalizioni e le personalità che sono a capo di queste. Fattori essenziali, a prescindere dai nomi dei candidati sindaco, sono rappresentati anche dalla capacità di trascinamento delle liste dei candidati che corrono per il seggio di consigliere comunale. Infatti, solo in caso di ballottaggio, ovvero quando i candidati al consiglio non sono più sulla scena, la personalità dei due sfidanti rimasti in campo diventa elettoralmente determinante per vincere. Quindi, se queste sono le dinamiche elettorali emerse in trent’anni di sistema maggioritario ad elezione diretta dei sindaci, è verosimile ritenere che anche per l’imminente tornata amministrativa barese accadrà qualcosa di analogo a quanto verificatosi finora con il sistema elettorale vigente, sia nel capoluogo che in tanti altri grandi centri. Alla luce di dette considerazioni e di pronostici elettorali basati su alcuni primi sondaggi, questa volta a Bari, per la scelta del successore di Antonio Decaro, si dovrà ricorrere quasi sicuramente al secondo turno, perché nessuno dei cinque candidati a sindaco in corsa è dato per vincente al primo turno. Pertanto nel turno dell’8 e 9 giugno, quando a giocarsi la partita saranno anche i candidati delle rispettive liste di sostegno a ciascun candidato alla poltrona di Primo cittadino, importate sarà il traguardo delle prime due posizioni e poco importa da come ci si posizionerà per la fase di ballottaggio, poiché nel secondo turno la base di partenza sarà la stessa e sarà comunque una nuova partita. Quindi, parlare di possibili alleanze ed apparentamenti prima di aver verificato le risultanze elettorali del primo turno potrebbe essere addirittura deleterio per qualcuno di quei candidati a sindaco che annunciano in anticipo accordi futuri che di fatto si sono dimostrati impossibili da realizzare per il primo turno. Infatti, la competizione anche nelle elezioni suggerirebbe l’alternatività e non la complementarietà.  Contravvenire a questa regola in una competizione elettorale sarebbe un grossolano errore da parte di quei candidati che, ritenendo di non poter vincere al primo turno, pensano già al ballottaggio e, quindi, alle possibili alleanze od apparentamenti. Meglio sarebbe invece competere per vincere piuttosto che paventare future alleanze pensando di vincere. Difatti, le storie di questi trent’anni delle elezioni dirette dei sindaci hanno sovente dimostrato che al secondo turno si vince a prescindere dalle alleanze e talvolta anche ribaltando i pronostici. E Bari in queste elezioni amministrative, per la prima volta da quando è in vigore l’elezione diretta del Primo cittadino, sarà verosimilmente un laboratorio politico in cui si sperimenterà uno scenario mai presentatosi in precedenza. Agli elettori, ovviamente, competerà l’onere di detta prova.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 16 Maggio 2024

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