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In cima al Dodoneo la sacra quercia di Zeus

Moltissime volte nel corso della Storia un’altura è diventata sede di un luogo di culto. Di ‘montagne sacre’ se ne contano migliaia. Una di questa sorge in Puglia. Nel Gargano orientale, vicino Mattinata, si spinge a 874 metri il Monte Sacro. Ancora nel IV sec. a. C. esso era conosciuto come Monte Dodoneo, poiché consacrato al culto di Zeus. ‘Dodoneo’ viene da Dodona, antica città epirota dove aveva sede un oracolo dedicato al padre degli Dei. Il culto, incentrato attorno ad una quercia, prevedeva l’interpretazione da parte dei sacerdoti del fruscio delle foglie dell’albero. In seguito, con l’istituzione  di un collegio di sacerdotesse, la divinazione avvenne  attraverso deliri mistici e trance ispirate dal dio, in modo simile a quanto avveniva nei santuari di Delfi o della Sibilla Eritrea dell’Asia Minore. Nonostante non eguagliasse per  fama e ricchezza l’oracolo di Apollo a Delfi, il tempio di Dodona acquistò comunque notevole importanza. Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, in cui si narra dei viaggi di Giasone e degli Argonauti, è detto che la nave di questi ultimi aveva la capacità di profetizzare poiché un’asse della sua carena era stata intagliata nel legno della sacra quercia di Dodona. Nel III secolo a.C., Pirro, re dell’Epiro, risollevò  questo santuario dal degrado in cui era precipitato aggiungendo edifici ed istituendo  festeggiamenti che prevedevano giochi atletici, agoni musicali e tragedie da rappresentarsi in un teatro appositamente costruito. Ma nel 219 a.C., gli Etoli invasero la regione e devastarono il tempio sino alle fondamenta. Nonostante Filippo V di Macedonia avesse fatto ricostruire tutti gli edifici e avesse aggiunto al complesso uno stadio per i giochi annuali, l’oracolo di Dodona non si risollevò del tutto. Nel 167 a.C. fu nuovamente distrutto e poi saccheggiato dalla tribù trace dei Maedi. Fu poi ancora riedificato, per l’ultima volta e alla meglio, nel 31 a.C. grazie all’imperatore Augusto. Quando il geografo e viaggiatore Pausania vi sostò nel 167 d.C., di Dodona restava solo la quercia sacra. I pellegrini ad ogni modo continuarono a consultare l’oracolo fino al 391 d.C., anno in cui  i cristiani abbatterono l’albero. Tornando al nostro Monte Sacro, stando alla tradizione, dopo l’apparizione dell’Arcangelo Michele nella grotta di Monte Sant’Angelo il vescovo e i prelati del circondario si recarono sul Dodoneo a distruggere i simulacri di Giove, senza però abbattere il tempio che venne voltato in luogo di culto cristiano e dedicato alla SS. Trinità. Fu da allora che il Dodoneo divenne il Monte Sacro. In seguito sulla sua vetta fu eretto un monastero benedettino, del quale se ne possono ancora osservare i resti.

Italo Interesse

 

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