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In passerella sul Canal Grande

Una volta era consentito alle navi, anche da guerra, di sfilare in passerella sul Canal Grande. Lo splendido fotogramma, scattato il 1° novembre 1949, ritrae la ‘Barletta’, una piccola ma elegante motonave passeggeri al suo primo giorno in servizio per la Società Adriatica. Partita da Trieste, la nave, dopo Venezia avrebbe fatto scalo a  Bari, prima di proseguire sulla rotta Pireo-Istanbul-Smirne trasportando insieme a non poche merci 82 passeggeri, di cui 32 in prima classe, 24 in seconda e 26 in terza (la terza classe in Italia venne abolita solo nel 1956 ; il  cambiamento, non più che formale, ebbe luogo su navi e treni riclassando a ‘seconda’ le cabine e le vetture di terza classe). La ‘Barletta’ prometteva comfort, velocità e sicurezza. Tirata a lucido, sembrava appena uscita dal cantiere. E invece, che storia la ‘Barletta’. Era stata varata il 10 marzo 1931 a Monfalcone dietro commissione della Puglia Società Anonima di Navigazione a Vapore e iscritta con matricola 57 al compartimento marittimo di Bari. Dopo aver fatto la spola fra Trieste e Smirne per cinque anni, nel 1937 la motonave, che nel frattempo era stata oggetto di passaggi di proprietà, venne requisita dalla Regia Marina e utilizzata nelle operazioni a favore delle forze franchiste impegnate nella guerra civile spagnola (nella circostanza, mentre era in porto a Maiorca fu centrata da una bomba d’aereo, che uccise una decina fra le persone che erano a bordo). Tornata a disposizione della società armatrice, la Barletta riprese l’attività civile. Ma alla vigilia dell’ingresso dell’Italia in guerra venne di nuovo requisita e trasformata in incrociatore ausiliario. Armata con due cannoni e quattro mitragliere, la Barletta fu destinata prima alla posa di campi minati, poi alla scorta di convogli. Il 24 dicembre in acque albanesi scansò un siluro con una rapida accostata. Il 4 maggio dell’anno dopo, uscendo dal porto di Brindisi, si scontrò col piroscafo Merano, rimediando però poco danno, A dicembre del 1941 s’incagliò a ponente di Eubea (golfo di Salonicco). Tra settembre e novembre scansò nuovi attacchi portati da sommergibili. La notte del 2 dicembre 1943, trovandosi nel porto di Bari, fu devastata dalle bombe. Andò a fondo portandosi dietro quaranta uomini. Sembrava finita, ma quella nave aveva sette vite. Una volta radiata dal naviglio ausiliario, la società armatrice, che nel frattempo era diventata l’Adriatica Società Anonima di Navigazione, reclamò i suoi diritti sul relitto. Riportata a galla, la Barletta fu rimorchiata a Monfalcone e lì sottoposta a ricostruzione. Prese così il via l’ultima e ‘civile’ fase della sua vita. Una fase durata ben tredici anni. Infine, posta in disarmo a Trieste a settembre del 1962, la gloriosa motonave venne demolita.

Italo Interesse

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