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In piazza per chiedere l’abrogazione della legge Merlin

In tempo di campagna elettorale, tutti i partiti tentano di far emergere i problemi del territorio coinvolto nelle elezioni, proponendo anche soluzioni per la risoluzione degli stessi. Molti  di questi però, presi dalle beghe di partito e impegnati ad accordarsi nei palazzi del potere,spesso tralasciano quelle problematiche che coinvolgono direttamente la popolazione e minano il quieto vivere della comunità cittadina. In questo scenario, cavalcando l’onda di consenso in Puglia e in tutto il Sud Italia, il nuovo Movimento politico di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, cresce nei sondaggi, e dopo aver lanciato l’iniziativa referendaria per chiedere l‘abrogazione della Legge Fornero, propone una nuova sfida: la raccolta di 500.000 firme per chiedere l’abrogazione della legge Merlin che circa 60 anni fa di fatto ha sancito la fine delle “case chiuse”.  A lanciare l’iniziativa sul territorio pugliese sono i due Coordinatori regionali NCS  – Rossano Sasso e Mauro Giordano- i quali ritengono la questione “una battaglia di civiltà che consentirebbe di legalizzare, tassare e togliere dalle strade la prostituzione garantendo anche la profilassi igienico-sanitaria, una maggiore sicurezza lontano dalla gestione e dello sfruttamento di tale business da parte della criminalità, ma anche ricavandone entrate fiscali per lo stato per miliardi di euro all’anno da quelle persone che esercitano il mestiere più antico del mondo.” I militanti di Noi con Salvini, venerdì 16 e sabato 17 maggio  allestiranno dei gazebo su tutto il territorio regionale per la raccolta firme e per informare i cittadini della possibilità di recarsi anche presso i propri Comuni di residenza per firmare questo referendum che risolverebbe uno dei problemi sociali tra i più sottovalutati dalle Istituzioni. Stando alle ultime statistiche infatti, le donne sfruttate o schiavizzate nell’industria del sesso in Italia variano da un minimo di 60 mila ad un massimo di 120 mila (Associazione Papa Giovanni XXIII di Don Benzi). In queste cifre si nascondono fenomeni allarmanti come l’aumento sui marciapiedi di minori, da una parte, e donne mature dall’altra, o l’impennata di donne italiane costrette a prostituirsi per sostenere la famiglia in tempo di crisi. Secondo Transcrime (Centro interuniversitario sulla criminalità transnazionale) i proventi di questa attività si aggirerebbero tra i 2 e i 7,5 miliardi di euro,numeri in crescente aumento ogni anno. Chi si prostituisce, nel 65% dei casi, lo fa per strada ed ha età, per il 37% dei casi, dai 13 ai 17 anni; 52% dai 18 ai 30; l’11% sopra i 30. Il 100%  ha subìto violenze sessuali, fisiche o psichiche. Mauro Giordano infatti ha dichiarato che ” si può e si deve dare al popolo la possibilità di esprimersi attraverso un referendum abrogativo, in questo caso della legge Merlin, che consenta realmente di esprimere la volontà dei cittadini senza l’intermediazione di un Governo che non è stato eletto dal popolo: siamo convinti che togliere le prostitute dalle strade e sottraendole dalla gestione delle bande criminali dando loro cure igieniche e ambienti chiusi sia una segno i civiltà per il nostro Paese che in questo modo si metterebbe al passo di nazioni come la Svizzera o l’Olanda.” Dello stesso avviso Rossano Sasso che mutuando le parole dello stesso Salvini all’incontro di presentazione a Bari dei candidati della lista NCS che il prossimo 31 maggio al Consiglio Regionale sosterrà la candidata Presidente  del centro-destra, Adriana Poli Bortone, assieme a Forza Italia e Udc, sottolinea che “il fattore economico non è da sottovalutare in quanto, tassando la prostituzione, se ne ricaverebbe un gettito fiscale per miliardi di euro, e con quei soldi si potrebbero migliorare i servizi al cittadino, ad esempio asili gratis per tutti i bimbi, un fondo di sostegno per i genitori separati come già accade in Lombardia e molte altre cose. Dare un segno di civiltà evitando quindi i finti moralismi o perbenismi, regolarizzando e umanizzando un fenomeno da sempre esistente.” Il quesito chiede di abrogare la legge Merlin del 1958 che è una delle cause della prostituzione di strada. Così facendo sarà possibile non solo regolare e controllare la prostituzione al fine di tutelare la salute pubblica e combattere il degrado, ma anche tassare tale attività come già avviene in Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Austri, Svizzera. Gli introiti fiscali , che da alcuni studi sarebbero stimati in media a 4 miliardi di euro all’anno, consentirebbero di ridurre o eliminare alcune tasse che gravano sui cittadini. Abrogare questa legge vuol dire innanzitutto contrastare la criminalità organizzata, la tratta e lo sfruttamento della prostituzione che grazie anche all’apertura delle frontiere di Romania e Bulgaria, ha avuto un sensibile incremento nell’importazione di ragazze da immettere sui marciapiedi  italiani, ma anche garantire più ordine e sicurezza nelle nostre città, già piuttosto provate da questo punto di vista.

 

Maria Giovanna Depalma

 

 

 

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