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In Puglia il Partito Democratico mette la “retromarcia”

Bari non torna indietro, il Pd pugliese invece sì. Infatti, il sindaco uscente del capoluogo, Michele Emiliano, si prepara a ritornare alla guida regionale del Partito democratico che aveva lasciato a novembre del 2009, dopo le primarie per la segreteria regionale contro Sergio Blasi e Gugliemo Minervini, in cui da segretario uscente riuscì a raccogliere circa il 30% dei consensi. Ora, però, Emiliano va verso la riconquista della leadership all’interno del Pd pugliese, di cui è presidente da quando, sempre nel 2009, lasciò la segreteria a Blasi, che allora ottenne la maggioranza dei voti alle primarie, con circa il 55% dei consensi. Il sindaco uscente del capoluogo pugliese è ora il candidato dei “renziani” alla segreteria regionale del partito con il sostegno anche degli “autonomisti” del deputato Gero Grassi, dei “civatiani” che fanno capo all’assessore regionale foggiano Elena Gentile e di una parte dei cuperliani, quelli dell’ex assessore regionale Mario Loizzo. Tuttavia, soltanto nella tarda mattinata di oggi la corrente di minoranza del Pd pugliese, che fa riferimento a Gianni Cuperlo, si esprimerà ufficialmente. Entro oggi sarà presentata al popolo del centrosinistra, oltre alla candidatura alla segreteria regionale di Emiliano anche quella del giovane Domenico De Santis, che è il coordinatore regionale dell’area Cuperlo. Intanto un altro ex assessore regionale, il renziano Fabiano Amati, ha dichiarato di rinunciare alla corsa per la segreteria, dopo l’annuncio del sindaco di Bari di volersi rimettere a capo del partito. Le primarie per la segreteria regionale dovrebbero svolgersi in Puglia domenica 16 febbraio. Però, qualora fosse raggiunta una intesa su un “candidato condiviso” fra tutte le varie anime presenti all’interno del Pd , l’appuntamento elettorale sarebbe annullato. Per la cronaca, ricordiamo che Emiliano è stato il primo segretario del Pd pugliese, eletto il 14 ottobre del 2007 con il metodo delle primarie. Ed allora era stato sostenuto soprattutto dalla componente dalemiana, che gli consentì di raccogliere intorno alla sua candidatura alla segreteria circa il 91 per cento dei voti a fronte del concorrente sostenuto dall’area dell’ex partito della Margherita, l’allora parlamentare brindisino Antonio Gaglione, facente capo a Rosy Bindi. Nel 2009, invece, l’area del Pd che in Puglia fa riferimento all’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema decise di prendersi la segreteria regionale e presentò alle primarie il nome di Blasi, mentre gli ex margheritini puntarono sull’assessore regionale Minervini, che nelle primarie ottenne circa il 15% dei consensi. Emiliano, che nel febbraio del 2009 aveva dichiarato alla presenza del segretario nazionale reggente del Pd, Franceschini, di lasciare la segreteria regionale, se nel giugno successivo fosse stato riconfermato sindaco, poi ci ripensò e subito dopo le amministrative baresi costituì una propria corrente per riproporsi segretario. Come è noto, il Primo cittadino di Bari non raggiunse l’obiettivo, ma comunque rimase in gioco, poiché fu scelto per ricoprire il ruolo di presidente regionale del partito. Ed ora il Pd pugliese si appresta a tornare indietro nella scelta. Infatti, Emiliano se fosse eletto segretario, nella Direzione regionale dovrà solo spostarsi di poltrona. Altro che rinnovamento renziano. In Puglia, infatti, per il Pd la guida del partito è come il gioco del ping-pong, dove la pallina va e viene da un lato all’altro del tavolo, ma il giocatore è sempre lo stesso.  

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 25 Gennaio 2014

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