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In Puglia incombe la crisi idrica ma gli enti regionali tacciono

Con un deficit negli invasi di -154 milioni di metri cubi d'acqua rispetto al 2023 e la sospensione dell'erogazione dalla Basilicata

Con un deficit idrico negli invasi pugliesi di circa 150 milioni di metri cubi d’acqua e la sospensione dell’erogazione idrica dalla Basilicata, s’aggrava ogni giorno di più lo scenario nei campi in Puglia, con la forte criticità in provincia di Taranto dove le condotte del San Giuliano e del Sinni sono a secco. A denunciarlo, sulla base del monitoraggio ANBI sulle risorse idriche, Coldiretti/Puglia che ha partecipato alla commissione in Regione Puglia sulla crisi idrica. “C’è un ritardo irresponsabile di 23 anni nella gestione e nella programmazione del ‘bene acqua’ in Puglia, perché non si può continuare a rincorrere le emergenze. A stagione iniziata, quando gli agricoltori hanno già avviato le attività colturali, ecco che viene a mancare l’elemento più prezioso e irrinunciabile per l’agricoltura, l’acqua per irrigare i campi. A Taranto, se non sarà immediatamente riattivata l’erogazione di acqua, perderemo tutto, dalla frutta ai pomodori, dagli ortaggi alle angurie, fino alle olive e agli agrumi”, ha tuonato il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, nel chiedere che ‘un intervento del presidente della Regione Puglia Emiliano rispetto al suo collega della Basilicata per il ripristino immediato del servizio idrico”. Il problema riguarda le province di Bari, Brindisi e Lecce, ma ha assunto carattere di estrema urgenza la situazione in provincia di Taranto, dove non si contano più le segnalazioni quotidiane perché arrivi l’acqua. Dall’invaso di San Giuliano in Basilicata dovrebbero essere erogati ogni giorni migliaia di litri di acqua che spesso non arrivano e con l’erogazione che risulta a singhiozzo o non viene attivata proprio, mentre nei campi si registra una siccità prolungata, manifestata già dall’inverno scorso. E tutto senza un minimo di programmazione o contromisure del Consorzio di Bonifica. Così i campi seccano e le colture muoiono, deve essere rivista necessariamente dal Consorzio la pianificazione della erogazione dell’acqua. Come non ricordare che la diga di San Giuliano è stata realizzata nel 1958 ed è di proprietà per metà Puglia e per l’altra metà della Lucania, ma nella gestione del ‘bene acqua’ è come se fosse di totale proprietà della Regione Basilicata, tanto che non c’è mai certezza circa l’effettiva e misurabile erogazione della risorsa idrica. Per lo scenario di crisi idrica causato dalla siccità la Coldiretti Puglia ha segnalato anche la condizione dei pozzi malfunzionanti e guasti o a mezzo servizio per la mancanza di personale, per cui sollecita ARIF all’immediato ripristino del funzionamento dei pozzi artesiani in agro di Noci, a Toritto e Palo del Colle, ma la criticità si registra anche in agro di Loconia. Servono – sostiene ancora Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua e un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 14 Giugno 2024

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