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In Puglia non è possibile parlare di emergenza immigrazione

In Puglia non è possibile parlare di emergenza immigrazione o di invasione. Lo si ricava leggendo il dossier statistico Immigrazione 2020 Idos redatto da Antonio Ciniero, illustrato ieri a Bari in una conferenza stampa presso la sede della Cgil. Secondo i dati che si riferiscono alla Puglia, la popolazione straniera nella regione è cresciuta dell’1,5 per cento con un lieve passaggio da 138.478 unità a 140.564 ed un aumento dei nuovi nati pari al 2 per cento circa in più rispetto all’ anno precedente. Bari è la provincia col maggior numero di stranieri residenti, seguita da Foggia, Lecce e Taranto. Ultima la Bat. La maggior parte dei residenti stranieri in Puglia provengono dall’ Europa (55,2), specialmente Ue, seguono gli africani al 23,2, asiatici al 18, 3 e americani col 3, 2. I primi cinque Paesi per numero di residenti sono Romania (35.758), Albania (22.094), Marocco ( 10.417), Cina ( 6.358) e Senegal ( 4671). Nel 2019 è cresciuto il numero degli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, 2.419, pari al 55 per cento in più. L’ 83,7 per cento degli occupati stranieri sono lavoratori dipendenti, inseriti nei lavori domestici al 24,2, seguono commercio 23,2, agricoltura 23, 3, 11, 4 industria. In Puglia, al 31 dicembre 2019, le imprese condotte da stranieri sono 19.775, pari al 5, 2 per cento del totale regionale. Nel complesso è possibile dire che nel 2019 si consolidano i processi di stabilizzazione della presenza straniera sul territorio, ma senza particolari picchi. In conferenza stampa Pino Gesmundo, segretario Generale Cgil: “In Puglia non è in atto una invasione. Il problema è una legislazione sbagliata e bisogna considerare che molti stranieri sono scivolati nella sfera della clandestinità, proprio per il lavoro e sono vittime di sfruttamento e dumping, penso al fenomeno del caporalato che coinvolte anche italiani. Il fenomeno è gestibile e occorre creare ponti, non muri per una buona accoglienza ed integrazione, specie in ambito scolastico e sanitario. Insomma, quella degli immigrati non è una invasione”. Due parole sulla ordinanza di chiusura delle scuole in Puglia: “Non si possono adottare scelte simili senza consultare le strutture intermedie. Mi domando che cosa è stato fatto nel tempo intermedio anche se non è il tempo delle polemiche, temo che sotto il profilo sociale la situazione possa sfuggire di mano come si evince da varie dimostrazioni di piazza. Esiste il rischio che la situazione possa degenerare. L’ istruzione è un diritto garantito dalla Costituzione”. Gentiana Mburimi, console dell’Albania: “Apprezzo questo rapporto frutto di grande lavoro. I rapporti tra Albania e Puglia crescono e sono fecondi da tutti i punti di vista, lavorativi ed istruzione”. Il console generale della Romania Lucretia Tanase: “I rumeni come si ricava sono la comunità maggiormente presente. La maggior parte di essi lavora in agricoltura, edilizia e badanti. Ultimamente è emerso un problema lavorativo e tanti si rivolgono da noi per chiedere il titolo di viaggio di ritorno in Patria e non vogliono ritornare in Italia in quanto scarseggiano le opportunità lavorative e vanno allora in Germania o Francia”.

Bruno Volpe

 

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