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In Puglia un’annata produttiva quasi dimezzata per l’olio, ma di eccellente qualità

In fase di avvio la produzione di olio extra vergine di oliva dell’annata olivicola 2020-2021 anche nella Piana degli ulivi monumentali, dove Coldiretti-Puglia, con l’arrivo del primo olio del 2020, ha presentato il rapporto “L’olio pugliese al tempo del Coronavirus”, facendo il punto su un anno segnato dall’emergenza sanitaria da Covid 19, che ha sconvolto produzione e mercati. E, stante a quanto ha affermato il presidente di Coldiretti-Puglia, Savino Muraglia, presentando nelle campagne di Monopoli le previsioni  per la campagna olearia 2020/2021 alla presenza deldirettore regionale, Pietro Piccioni e del neo Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, “il settore oleario è forse quello che ha resistito meglio all’emergenza sanitaria, con un calo solo del 2% delle esportazioni di olio extravergine pugliese all’estero nei primi 6 mesi del 2020, quando la domanda estera di olio imbottigliato è arrivata soprattutto dagli Usa ad un +28 e dalla Francia a +42%”. Anche se, però, bisognerà fare i conti con il clima, ha sottolineato Coldiretti-Puglia, che per la campagna olivicola appena iniziata prevede nella nostra regione, dove si concentra oltre il 50% della produzione olearia nazionale, una produzione  di circa 101mila tonnellate, rispetto alle 194mila tonnellate dell’annata precedente. Ma “la sensibile flessione quantitativa della produzione è accompagnata da ottima qualità e ciò deve portare – ha rilevato il presidente Muraglia – ad un recupero dei prezzi che l’anno scorso sono stati spesso deludenti”. “A livello regionale e nazionale – ha aggiunto, poi, il presidente pugliese di Coldiretti – vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia che è l’olio extravergine”. Inoltre, – ha affermato Muraglia – “il settore ha bisogno di liquidità e sostegno senza burocrazia”. Nella culla della produzione olivicola e olearia delle province di Bari e Bat la siccità e il maltempo – stima Coldiretti Puglia – hanno ridotto le produzioni rispetto all’anno scorso del 30% nella zona costiera di Barletta, Trani, Bisceglie e il calo del 60% nella zona interna di Andria, Palo del Colle, Bitetto, ma con qualità comunque alte. Qualità sempre straordinaria, ma con un calo della produzione del 50% si registra per Coldiretti in provincia di Foggia, dove le olive risultano decisamente più grandi rispetto alla media e giunte a maturazione in leggero anticipo rispetto al periodo tradizionale di raccolta. Un’ottima annata si profila in provincia di Brindisi, con un incremento del 40% della produzione di olive rispetto allo scorso anno, nonostante l’avanzamento verso nord della Xylella, con piante positive e sintomatiche, che in alcune zone della parte sud della provincia sono già particolarmente evidenti. La provincia di Taranto, invece, risente in alcun aree degli effetti della violenta grandinata del 4 luglio scorso, mentre nei restanti comprensori la qualità è buona e la produzione non ha subito variazioni rispetto allo scorso anno. Un vero e proprio tracollo di produzione, a causa della Xylella fastidiosa, riguarda la provincia di Lecce, dove 3 olive su 4 sono ormai perse, con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva anche nell’annata 2020, per via degli ulivi distrutti dal batterio. Infatti, per quest’ultima provincia l’analisi elaborata da Coldiretti-Puglia fotografa uno scenario a tinte fosche, perché il crollo produttivo dovuto all’epidemia fito-santitaria ha subito un crollo incontrovertibile dal 2015 ad oggi. E, quindi, – denuncia Coldiretti-Puglia – olivicoltori senza reddito da quasi 7 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile, se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il ‘disastro colposo’ nel Salento e rilanciare la più grande fabbrica green italiana. Un allarme, questo dell’importante associazione agricola in Puglia guidata da Muraglia, lanciato anche in occasione della recente scoperta di nuovi focolai nelle campagne di Monopoli, in occasione dell’inizio di raccolta delle olive sugli alberi sopravvissuti alla Xylella nella Piana degli ulivi monumentali. Secondo il presidente Muraglia, “i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio”, perciò uno degli obiettivi di Coldiretti è “diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio”. Di qui la necessità, per Muraglia, di sale di degustazione all’interno delle aziende olivicole e dei frantoi, il packaging sta divenendo sempre più ammiccante e sta salendo anche il livello qualitativo degli oli. E questo è sicuramente “un percorso virtuoso che va alimentato e implementato” per centrare l’obiettivo – necessariamente corale – della promozione dell’olio. Pertanto – ha spiegato il presidente Muraglia – è sorta a Roma, in via Nazionale, la “Evo School Italia”, ossia la scuola dell’olio promossa da Unaprol, Coldiretti e Campagna Amica, dotata di una sala panel test, per l’analisi sensoriale degli oli conforme alle linee guida del Coi (Comitato oleico internazionale), di aule corsi e sale riunioni, oltre che di tutte le attrezzature tecniche e logistiche necessarie allo svolgimento delle attività formative, per poter diffondere la conoscenza dell’olio, formare professionisti del settore, supportare lo sviluppo delle aziende olivicole e dialogare con le istituzioni e con i consumatori. In definitiva, trattasi di un nuovo centro di riferimento per tutti gli operatori della filiera olivicola. Ed a questo scopo – ha comunicato Coldiretti-Puglia – l’Ismea è impegnata in una campagna di comunicazione, promossa dal Ministero delle Politiche agricole e che vedrà proprio negli ultimi mesi dell’anno un grande dispiegamento di azioni e risorse per valorizzare presso il grande pubblico il prodotto simbolo del ‘Made in Italy’, ma soprattutto della Puglia. Ovvero l’olio extra vergine di oliva di qualità.

 

Giuseppe Palella

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